Vucciria, il 16 aprile lo sgombero esecutivo di Uwe e Costanza: tutti i dubbi della coppia

Ormai è un conto alla rovescia: il 16 aprile Uwe Jaentch e Costanza Lanza di Scalea potrebbero dover lasciare la Stanza di Compensazione, al terzo piano di Palazzo Mazzarino, alla Vucciria di Palermo. Per quella data, infatti, è previsto che l’ordinanza di sgombero, che è stata notificata alla coppia dopo un periodo in cui era rimasta pubblicata sul sito istituzionale del Comune senza che Uwe e Costanza ne avessero notizia, diventi esecutiva: “A meno che non succeda qualcosa prima”, dice Uwe, che con la compagna si trova lì dal 2005.

Ma Le motivazioni con cui viene intimato alla coppia di lasciare il palazzo non convincono Uwe e Costanza e il loro avvocato, Valerio D’Antoni: “Ci sono alcuni interrogativi che lasciano perplessi – spiega il legale – e che riguardano diverse questioni. La prima riguarda le tempistiche: l’ordinanza di sgombero è stata emessa il 13 marzo 2018, ma lo stesso atto cita un’altra ordinanza sindacale risalente al 12 luglio 2011 per la messa in sicurezza del palazzo, che era onere dei proprietari. Evidentemente non c’è pericolo per chi lo abita”. E qui si apre la seconda questione. Nel palazzo, infatti, non abitano soltanto Uwe e Costanza, ma anche un’altra persona, al primo piano, mentre al piano terra è stata aperta un’attività commerciale: “Eppure – dice D’Antoni – l’ordinanza è stata emessa soltanto per il terzo piano”. “Il bello è che fino al 13 gennaio abbiamo pagato le bollette dell’acqua, regolarmente consegnate”, fa notare Costanza.

Altra questione sulla quale Uwe e Costanza vogliono vederci chiaro riguarda i vincoli sui beni architettonici. La coppia non esclude che Palazzo Mazzarino possa rientrare in questa categoria e ha chiesto lumi alla Soprintendenza per i Beni culturali. La risposta è stata che l’unico elemento da tutelare in questo senso era un busto di Carlo V spostato, nel 2014, al Museo Lapideo di Palazzo Ajutamicristo. “Ci chiediamo – dice D’Antoni – come possa essere possibile che un busto ‘pertinenza’ del palazzo possa essere considerato un bene da tutelare e non lo sia il palazzo stesso”.

Intanto Uwe e Costanza non mollano. Diverse volte hanno chiesto di essere convocati dalla commissione Urbanistica del Comune di Palermo. Il 4 aprile, finalmente, hanno ricevuto una risposta: ‘si comunica che la Scrivente Commissione sta programmando un incontro con gli Uffici, per poi convocarla in audizione’. Ma per Uwe e Costanza, a questo punto, diventa una corsa contro il tempo. La coppia è determinata a difendere la propria causa: “La stanza di compensazione è stata sempre molto apprezzata, sono venuti studenti a scrivere tesi di laurea sulle opere di Uwe. Si vuole fare della Vucciria una zona residenziale, ma è un’operazione che finirà con il danneggiare la comunità, chi vive qui, i residenti e i commercianti, i ragazzi che hanno aperto i locali, i figli di chi una volta aveva le bancarelle al mercato. Siamo per regolarizzare le attività, ci mancherebbe, ma altra cosa è stravolgere la naturale vocazione del quartiere”. Durissima la critica: “Prendiamo fermamente distanza da questo gruppo di falsi imprenditori, senza faccia e senza storia, che hanno approfittato delle maglie della legge per cancellare la storia degli ultimi 14 anni e del nostro lavoro a piazza Garraffello. Gente capace di pubblicizzare la vendita dei futuri micro appartamenti parlando del ‘caro amico’ Uwe. Siamo del parere che comincia adesso il vero e profondo degrado che segnerà, nel prossimo decennio, la Vucciria”. E sullo sgombero: “Noi non ci arrendiamo, siamo pronti a mettere in atto azioni di disobbedienza civile in caso di sgombero coatto”.

 

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