Portaborse Ars, la reprimenda di Micciché: “Dal 2019 stop a nuove assunzioni”

“Dal prossimo anno cambierà tutto. Non sarà più consentito lo spreco di risorse pubbliche per assunzioni di portaborse e collaboratori clientelari. Taglieremo la somma destinata a ogni singolo parlamentare”. Così il presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, commentando le contestazioni che la Sezione di Controllo della Corte dei conti ha inviato a tutti i gruppi parlamentari dell’Ars per il modo in cui, soprattutto i più numerosi, hanno utilizzato i fondi destinati ai contratti dei collaboratori esterni e dei cosiddetti dipendenti stabilizzati.

Peraltro, Miccichè aveva avuto modo di affrontare l’argomento con il presidente della Sezione di Controllo della magistratura contabile, Maurizio Graffeo, in sede di commissione Bilancio durante l’audizione della stessa Sezione di Controllo.

“Il presidente Miccichè nel gennaio scorso – si legge in una nota del primo inquilino di Sala d’Ercole – avendo presagito che la pioggia di assunzioni avrebbe avuto come conseguenza che il numero dei precari superasse quello del personale a tempo indeterminato dell’Assemblea, aveva invitato i capigruppo a selezionare il personale, a scegliere collaboratori qualificati da retribuire in base alla loro effettiva professionalità, sottolineando la necessità di dare priorità ai cosiddetti stabilizzati”.