Bologna contro i grillini: per il nome Cinquestelle si finirà in tribunale?

La contesa a Trapani sulla titolarità del marchio Cinquestelle è ai confini della cronaca giudiziaria. Riassunto delle puntate precedenti. Beppe Bologna, l’editore di Telescirocco da mesi lanciato nella corsa a sindaco, decide di mettere in campo una lista civica denominata Cinquestelle, ripescando dall’archivio degli anni ’90, nome e logo del consorzio televisivo di cui fu vice presidente nazionale.

Immediata la reazione dei pentastellati targati Grillo che, per bocca del deputato regionale Sergio Tancredi hanno diffidato Bologna dall’utilizzare il nome Cinquestelle.

Controrisposta di Bologna: “Loro sanno che ho piena titolarità dell’uso della parola Cinquestelle. Non vorrei essere a mia volta costretto ad inibire loro dall’utilizzare quel marchio. E peraltro la mia lista si chiama Cinquestelle per Trapani e si distingue perfettamente dalla loro. Non vedo problemi di coesistenza“.

Insomma la querelle é lontana dalla fine. Il primo round sarà il giudizio di ammissibilità della Commissione elettorale. Sempre che i grillini, come si intuisce dalle parole di Tancredi, dovessero decidere di avanzare ricorso.