Pochi posti alla Sicilia nelle scuole, Musumeci: “Apriremo dialogo con governo nazionale”

Limitata assegnazione alla Sicilia di nuovi posti per gli organici della scuola: a fronte di un totale nazionale di 3.530 posti disponibili, solo 117 sono stati riservati all’Isola che, nonostante il perdurante calo demografico, avrebbe comunque bisogno di interventi atti a colmare i ritardi esistenti nei confronti del sistema nazionale dell’istruzione scolastica. A lanciare l’allarme la Cgil, seguita da altri sindacati. Sulla vicenda interviene preoccupato il governo regionale.

“La qualità dell’istruzione scolastica – dichiara in una nota Nello Musumeci – è di fondamentale importanza. Per tale ragione, ancorché non direttamente competente in materia di dimensionamento degli organici della scuola, la Regione Siciliana intende aprire un costruttivo dialogo con il governo nazionale, appena quest’ultimo sarà costituito, per condividere scelte e percorsi che, responsabilizzando Stato e Regione, possano consentire di raggiungere obiettivi di reale miglioramento del sistema scolastico siciliano, venendo anche incontro alle differenziate e comprensibili esigenze di tanti docenti”.

Al presidente della Regione, si unisce la dichiarazione dell’assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione professionale, Roberto Lagalla: “Pur prendendo atto del progressivo calo di iscrizioni nelle scuole dell’Isola, dovuto allo sfavorevole indice di natalità, occorre osservare come i disequilibri esistenti tra il Nord e il Sud del Paese non potranno essere corretti se non a fronte di interventi coraggiosi, anche in termini di investimenti, con l’obiettivo di contenere, attraverso l’allungamento del tempo scuola, il drammatico fenomeno della dispersione scolastica che, particolarmente elevato in Sicilia (oltre il 25%), pregiudica le potenzialità di crescita delle giovani generazioni e mina le basi dell’auspicato processo di sviluppo della Regione”.

Il governo regionale auspica inoltre che, in relazione all’esigenza di una copertura stabile di alcune migliaia di posti di sostegno, rimasti vacanti in organico, si possa raggiungere con il Miur un’efficace ed equilibrata intesa, capace di garantire qualificata risposta all’utenza e il soddisfacimento delle aspettative di molti docenti precari o fuori sede.