Rivoluzione in Forza Italia. Un politico ci rivela: “Palermo o Catania, sfida aperta tra chi comanderà”

Rivoluzione alle porte dentro Forza Italia siciliana. Anche nell’isola si è avviata l’opera di esplorazione per capire chi sopravviverà all’ultimo cambio di strategia berlusconiana prima del ritiro del Cav a vita privata. Un’operazione che avviene con luce scarsa, quasi al buio e nel pieno anonimato per proteggere l’identità di chi intende raccontare lo scenario siciliano.

Perché ancora una volta la Sicilia fa eccezione e rispetto al resto d’Italia può giocarsi una carta importante che è quella dei numeri. Nessuna regione alle ultime politiche ha ottenuto il risultato garantito da Gianfranco Miccichè, quella doppia cifra che in Lombardia, ad esempio, ormai si sognano.

Ma la stagione del cambiamento arriverà anche da queste parti, come garantisce la gola profonda la cui analisi non si ferma ai numeri. “Non sarà immediata come nel resto d’Italia – ci rivela la ‘gola profonda’ che ci ha raccontato i retroscena più segreti di Forza Italia – ma la ricerca di una nuova classe dirigente è partita anche in Sicilia, anche perché abbiamo il vantaggio di non avere davanti scadenze elettorali che spesso finiscono con il condizionare le operazioni di rinnovamento. Infatti il ragionamento sarà avviato dopo la tornata delle elezioni amministrative che, peraltro in Sicilia, coinvolgono 5 capoluoghi di provincia. Bisognerà vedere i risultati di Messina, Trapani, Ragusa, Siracusa ma soprattutto di Catania per capire come sarà strutturato il partito di domani”.

La sottolineatura di Catania non è casuale. Alle falde dell’Etna si sta giocando la partita più delicata per Forza Italia che candida contro l’eterno Enzo Bianco uno dei rampanti in maglia azzurra, quel Salvo Pogliese che il suo percorso all’interno del partito l’ha sempre compiuto, anche ai tempi del Pdl, in totale autonomia rispetto a Miccichè. La sua radice affonda dentro le varie evoluzioni dei “neri” di scuola Almirante, il suo presente da europarlamentare e uomo di partito è fatto di una rete di relazioni piuttosto ramificata che l’ha portato senza difficoltà a riportare nell’orbita del partito gente di peso come Castiglione e a chiudere l’accordo con Salvatore Cardinale per assicurarsi l’appoggio di Sicilia Futura per le comunali etnee.

“Se Pogliese – aggiunge il politico che sotto la promessa dell’anonimato, ha raccontato i piani del partito – riuscisse a far saltare il banco e spodestare Bianco (sarebbe la prima volta che un sindaco uscente di una città metropolitana siciliana non riuscisse a bissare il mandato, ndr), è chiaro che le leve di comando si sposterebbero verso oriente, in un fronte che se non avverso nei confronti di Miccichè è sempre stato comunque tiepido. E questo faciliterebbe la visione di un partito contenitore capace di riunire le varie frange del centrodestra uscite assai ridimensionate dalle recenti Politiche. Del resto la presenza di Miccichè in un ruolo istituzionale rende più agevole il percorso di cambiamento. Non può ruotare tutto in eterno attorno al presidente dell’Ars. E badiamo bene, non è una questione d’anagrafe perché Gabriella Giammanco o Stefania Prestigiacomo, per citare due esempi, sono ancora giovani. Ma quante altre legislature dovranno fare prima di lasciare spazio? Ecco perché alle prossime elezioni europee Palermo si sta preparando a esprimere una candidatura forte per ribadire che nelle grandi occasioni il capoluogo risponde sempre presente”. “L’elezione di Salvatore Cicu nel 2014 – dice chiaro e tondo l’esponente di Forza Italia, nostro insider – è un incidente di percorso che Miccichè non ha ancora digerito e che farà di tutto perché non si ripeta”.

Se la reunion sarà più semplice con l’area che gravita attorno a Saverio Romano, qual è lo stato dell’arte dei rapporti con Nello Musumeci e la truppa dei Bellissimi.

Musumeci finché sarà governatore non farà accordi organici con nessuno per difendere potere e posizioni che altrimenti dovrebbe condividere. Proverà a restare autonomo e a chiudere alleanze caso per caso. Non c’è dubbio che, escluso l’accordo con Giorgia Meloni, Forza Italia è la sua sponda naturale. A Catania appoggerà Pogliese, alle Amministrative si marcerà tutti assieme, ma mi sento di escludere che sarà organico con noi in un tempo breve. Del resto in Sicilia c’è meno fretta che nel resto del Paese perché da noi è ininfluente l’attrattiva della Lega. Al nord il nostro elettorato può essere tentato da Salvini, qui siamo noi i più forti. Lo straripante successo dei Cinquestelle ha fatto passare in secondo piano il risultato ottenuto da Forza Italia…”

…che però non ha sortito effetto alcuno nei collegi uninominali. Tutti persi, come il Pd, in una regione dove appena 5 mesi prima si era verificato un trionfo.

“Vero, ma non sottovalutiamo il cambiamento di pelle dei grillini che hanno cominciato a rinunciare ad una certa ortodossia a favore di candidati meno virtuali . Se l’accoppiare il populismo di fondo ad una ricerca più accurata dei candidati è la nuova regola si corre il rischio che non ce ne sarà più per nessuno”.

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