Cgil e Legacoop, parte il processo al Pd

“Diceva Lenin che in condizioni di bisogno il nemico del mio nemico è mio amico”. A scomodare Lenin nel dibattito sull’analisi dei risultati elettorali è Renato Costa, segretario regionale della Cgil Medici, nel giorno in cui torna alle cronache l’analisi del voto legata al mondo sindacale e cooperativo. Un voto che, per ammissione della Cgil nazionale, si è spostato in direzione del Movimento 5 Stelle. Già Susanna Camusso, a poche ore dall’esito delle urne, aveva ammesso che gli operai iscritti alla Cgil avevano votato Cinquestelle. Oggi il ragionamento si allarga e tocca quello scollamento che nei fatti si è verificato tra i partiti di sinistra e la base elettorale.

“Il governo del Pd – ammette Saverio Cipriano, coordinatore regionale della frangia più a sinistra del sindacato, Democrazia e Lavoro – ha indebolito tutto il sistema dei diritti, dal job act, al sistema delle pensioni, fino alla Buona scuola. Inoltre la sinistra che è uscita dal Pd è apparsa appiattita sulla critica al partito e di fatto non si è rivelata un’alternativa ai dem”.

“È così anche nel mondo cooperativo, che resta alla ricerca di punti di riferimento – rincara la dose Elio Sanfilippo, Legacoop -. Tanto la destra quanto la sinistra non vedono più la cooperazione come valore aggiunto e questo sentirsi abbandonati ha creato uno scollamento con la base”.

Tutto questo alla luce anche del fatto che la Sicilia negli ultimi cinque anni è stata governata dal centrosinistra. “Un elemento che ha pesato in negativo sulla bilancia – ammette ancora Sanfilippo – perché si è rivelato incapace di essere riferimento per il mondo cooperativo”.

“Io credo – ammette ancora Costa – che questo scollamento sia avvenuto perché nessuno è riuscito a fornire un’alternativa credibile, specie sul piano sociale e dei bisogni. I Cinquestelle hanno intercettato questi bisogni e offerto una soluzione, realizzabile o meno si vedrà. Ma se ne sono occupati. A questo punto, chi aveva una cultura di sinistra e non ha visto l’interesse dei suoi partiti di riferimento, considerando impossibile votare a destra, ha trovato nei Cinquestelle la soluzione”.

Come ricucire lo strappo tra la sinistra e il suo popolo? “I valori che sono stati per anni della sinistra – evidenzia Michele Pagliaro, segretario generale della Cgil Sicilia – vanno recuperati. Io credo che l’operato del governo Crocetta in questo senso sia una delle cause che ha determinato questa situazione. I siciliani hanno guardato ai risultati che non si sono visti, dalla formazione professionale fino alle ex Province. La parola riforma veniva usata per demolire, senza costruire un’alternativa”.