La scomparsa di Ettore Majorana, un mistero lungo 80 anni

Ettore Majorana, fisico geniale, scomparso senza lasciare alcuna traccia esattamente 80 anni fa. Un mistero che, ancora oggi, continua ad affascinare. Perché sulle sorti del fisico ci sono infinite congetture e molte incognite.

Unico dato certo è che la notte del 27 marzo del 1938 Majorana doveva prendere un piroscafo che lo avrebbe portato da Palermo a Napoli. In una lettera all’amico Antonio Carelli sembrava volesse suicidarsi, ma una successiva lettera smentiva la prima. Anche una lettera diretta ai suoi familiari, in cui chiedeva loro di non vestirsi di nero per il lutto, faceva però propendere per l’ipotesi del suicidio.

Era sicuramente un genio dall’esistenza tormentata. Ancora oggi le sue teorie sono studiate dai fisici di tutto il mondo. Il più silenzioso tra i Ragazzi di via Panisperna, gruppo di fisici che ruotavano attorno alla figura di Enrico Fermi, era anche quello che aveva realizzato le teorie più all’avanguardia, soprattutto nel campo della fisica nucleare e della meccanica quantistica relativistica.

Nonostante le lettere, l’ipotesi del suicidio per molti non reggeva: Ettore Majorana avrebbe infatti prelevato un’ingente quantità di denaro la sera della sua scomparsa. Le indagini si sono quindi concentrate su un allontanamento volontario. C’è chi disse di averlo visto in Germania, chi in Argentina, altri in Venezuela. L’ipotesi più suggestiva, scritta da Leonardo Sciascia nel libro “La scomparsa di Majorana“, lo vede rifugiato in un convento. In ogni caso, molte ipotesi convergono su un fatto: Ettore Majorana si sarebbe reso conto delle conseguenze distruttive delle sue scoperte sull’atomo (che sarebbero poi diventate base fondamentale per la costruzione della bomba atomica) e sarebbe scomparso, o si sarebbe suicidato, per questo motivo.

Benito Mussolini intervenne per fare in modo che le indagini sulla sua scomparsa fossero il più approfondite possibili.  Del caso si occupò personalmente il capo della Polizia dell’epoca, Arturo Bocchini, che ,poco convinto dell’ipotesi del suicidio, scrisse: “I morti si trovano, sono i vivi che possono scomparire“. Ma nonostante gli sforzi di Majorana non si seppe più nulla e il mistero sulla sua sorte resta ancora irrisolto dopo 80 anni.

A tinte forti, Parco delle Madonie

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