La compagnia Nuovo Teatro Stabile Mascalucia di Catania vince il premio Maschera d’Oro

La compagnia Nuovo Teatro Stabile Mascalucia di Catania è la vincitrice della trentesima edizione della Maschera d’Oro. La formazione siciliana ha conquistato il riconoscimento con “Uno sguardo dal ponte” di Arthur Miller, per la regia di Rita Re: una prova che ha convinto la giuria del festival nazionale, organizzato dal Comitato Veneto della Federazione Italiana Teatro Amatori con Regione del Veneto e con il patrocinio, tra gli altri, del Ministero dei Beni e delle Attivita’ culturali e del Turismo.

La giuria ha definito il lavoro dei catanesi “uno spettacolo intenso, senza sbavature, senza difetti“, con interpreti “tutti di alto livello” e dalla recitazione “sanguigna, con alcuni momenti di veemente aggressivita’, che riescono a conferire una straordinaria verita’ ad ogni lite, ad ogni conflitto”. A concorrere al successo della pie’ce, “una regia attenta e mai invasiva, un sax magico, una scenografia innovativa e un uso intelligente del dialetto”, in un mix che ha portato lo Stabile Mascalucia di avere la meglio sulle avversarie:I Complici di Bologna, con “Il metodo Gronholm” di J.Galcera’n, per la regia di Domenico Marchigiani, e La Trappola di Vicenza in “Una delle ultime sere di Carnovale” di Goldoni. Quanto agli altri premi, vittoria condivisa per Valeria Pone e Ramona Di Martino della compagnia Incontri di Napoli (interpreti femminili di “Ferdinando” di Annibale Ruccello) alle quali e’ andata la Maschera d’Oro di migliori attrici protagoniste; a Emanuele Puglia dei Mascalucia, invece, l’Eddie Carbone di “Uno sguardo dal ponte”, la Maschera come migliore attore protagonista. Fra i caratteristi, successo delle compagnie vicentine, con la vittoria tra le donne di Lorenza Rizzato de La Ringhiera, per la sua interpretazione di Irene Molloy ne “La sensale di matrimoni” di Thornton Wilder, e di Marco Francini de La Trappola, il divertente Momolo di “Una delle ultime sere di Carnovale”. E soddisfazione in casa de La Trappola per altri due premi: quello alla migliore regia, andato ad Alberto Bozzo, e quello al migliore allestimento.