Direzione Pd, Raciti molla in una sala quasi vuota

Più che mezza piena, quella sala dell’hotel delle Palme, a Palermo, sembrava proprio mezza vuota. Fausto Raciti ha rassegnato questa mattina le sue dimissioni alla direzione regionale del Pd, in un clima lontano anche da quelle direzioni affollate e litigiose.

Ci sono momenti in cui finisce anche il tempo delle liti, in cui si pensa che sia venuto meno anche il momento di litigare. Come nel più classico dei divorzi, è una separazione dolorosa anche quella in casa Pd. Che si consuma con la relazione del segretario regionale recitata davanti ai pochi presenti in una domenica uggiosa di inizio primavera.

Raciti nel corso della relazione ha dichiarato, che il suo mandato è politicamente concluso ma che le sue dimissioni “saranno formalizzate solo quando si avrà chiaro quale futuro si intende dare al Pd siciliano”. Da qui due proposte: accettare la richiesta dei renziani di convocare l’assemblea regionale oppure accompagnare al congresso con una gestione collegiale del segretario regionale, i segretari provinciali, il presidente dell’assemblea e della direzione.

Davide Faraone, intanto, lontano dal gran hotel che si affaccia sulla via Roma a Palermo, prepara le iniziative in vista della giornata mondiale dell’Autismo, il prossimo 2 aprile. C’è Carmelo Miceli, a guidare la delegazione renziana intervenuta in direzione regionale per ascoltare la relazione di Raciti.

Ma la ferita che ha lacerato il partito al suo interno, portando all’ecatombe del 4 marzo, è ancora troppo fresca. Per qualcuno addirittura insanabile. Si apre la corsa al dopo Raciti. Ma evidentemente il tempo del confronto democratico è ormai finito. Non resta che affilare i coltelli. La fase congressuale, con queste premesse, non può che trasformarsi nell’ennesima lotta fratricida in casa dem.