Raccolta differenziata, le cifre del fallimento

Una media nell’ultimo quadrimestre del 13,3 per cento a Palermo, il 9,3 a Catania, il 15,6 a Messina, l’8,3 a Siracusa. Eccolo lì, il quadro impietoso di una Sicilia che se ne infischia dell’ambiente. Le quattro maggiori città dell’Isola, che da sole producono un terzo dei rifiuti che si conferiscono nelle discariche siciliane, differenzia in media meno del 12 per cento dei rifiuti. Cifre ridicole, mentre le multe europee sono sempre più salate, le discariche sono ormai al collasso e gli inceneritori, purtroppo, sono ormai una realtà dietro l’angolo.

Cittadini che se la prendono con le amministrazioni comunali, sindaci che puntano il dito contro la Regione, il governatore che accusa trent’anni di ritardi sul settore dei rifiuti, quella poltrona all’assessorato all’Energia rimasta vacante per tutto l’avvio della legislatura. E una Sicilia con un tasso di differenziata che supera il 30 per cento. Attenzione, si tratta comunque di un passo in avanti notevolissimo, se si tiene conto dei numeri da prefisso telefonico di qualche anno fa. Per la prima volta la Sicilia supera i 30 punti percentuali di raccolta differenziata. Merito dei piccoli centri, dove il porta a porta avviene ogni giorno ed è più facile oleare la macchina organizzativa per i turni tra umido, carta, plastica, vetro, lattine e indifferenziato.

Ma fino a quando quel milione e mezzo di siciliani che vive nelle grandi città continuerà a differenziare a livelli imbarazzanti, la vita delle discariche non si potrà allungare neanche di un giorno.

Non che non ci siano gli esempi virtuosi anche tra le grandi città, come a Marsala, dove nonostante i suoi 83mila abitanti la differenziata arriva al 55 per cento. O Gela, 75mila abitati e la differenziata a 47 punti percentuali in media nell’ultimo quadrimestre.

E poi ci sono le medagliette al merito di quei piccoli Comuni in cui si va ben oltre la soglia del 65 per cento imposto dalla Comunità Europea. È il caso di Giardinello, San Cono, Zafferana Etnea,che salgono sul podio a pari merito con una media di oltre il 77 per cento. Ma anche San Michele di Ganzaria (76), Sant’Angelo Muxaro (75), Giuliana (75), Butera (74), Sambuca di Sicilia (74). Ma si tratta di perle rare. Sono 37, in tutto, i Comuni siciliani che superano la soglia dei 65 punti percentuali di raccolta differenziata. Soltanto 37, su 390 Comuni. Tutto il resto si traduce in salatissime sanzioni della Comunità Europea a carico di tutti i siciliani. Di chi differenzia. E di chi non ha ancora imparato a non buttare il pacchetto di sigarette vuoto fuori dal finestrino della macchina.