Rifiuti, due inceneritori per risolvere l’emergenza

La Regione sta per individuare le aree dove smaltire settecentomila tonnellate di spazzatura. Preoccupazione per la raccolta differenziata che non decolla. E a Palermo si trema in vista del fatidico 1 giugno…

Per mesi si è atteso che arrivasse il successore di Vincenzo Figuccia all’assessorato all’Energia. L’assessore adesso c’è, ma… non si vede. Dopo il ritiro madonita della giunta voluto da Musumeci per dare nuovo slancio all’esecutivo e chiedere agli assessori uno sforzo in più, ecco che rientrato a Palermo Alberto Pierobon avrebbe preso il primo volo per il Veneto per rientrare a casa (i ben informati dicono si tratti di motivi di salute…). Un inizio che non lascerebbe, filtra da fonti vicine a Musumeci, particolarmente contento il primo inquilino di palazzo d’Orleans.

Intanto dalle parti di viale Campania si lavora a quattro nuovi progetti inseriti in un’ordinanza della Protezione Civile nazionale per la realizzazione di 4 nuove vasche in altrettante discariche esistenti, due nuovi impianti di compostaggio e un nuovo tmb, l’impianto per il trattamento biomeccanico dei rifiuti. Quella stabilizzazione, insomma, indispensabile prima di depositare i rifiuti in discarica.

E a proposito di Tmb, mentre i livelli della differenziata in Sicilia piuttosto che aumentare sono diminuiti un’altra volta, è conto alla rovescia sulla discarica di Bellolampo, dove il Tmb lavora ancora in regime di deroga, ma solo fino al 1 giugno.

Affinché i rifiuti siano stabilizzati, infatti, è necessario che restino dell’impianto di biostabilizzazione per un determinato arco di tempo, che si ferma a 15 giorni per il secco, ma arriva a 45 giorni per l’umido. Tempi che la Rap (la municipalizzata del Comune di Palermo che gestisce il settore dei rifiuti) non ha, considerate le grandi quantità di rifiuti conferiti all’interno della discarica. Così in questo momento il Tmb di Bellolampo agisce in deroga, stabilizzando sia il secco che l’umido in due settimane piuttosto che le sei settimane che occorrerebbero. Una situazione che, appunto, continuerà ad essere tale fino alla fine di maggio. Dal primo giugno bisognerà operare senza deroga. Col rischio di enormi ritardi nel conferimento dei rifiuti. E i soliti cumuli di munnizza lungo le strade in piena stagione balneare. Una notizia che non stupisce, considerata la denuncia di Report che riportava le immagini di un autocompattore che conferisce direttamente in discarica, senza passare dal Tmb.

La soluzione resta quella dell’aumento dei livelli di raccolta differenziata. E da viale Campania sono ottimisti: “sembra che dalle parti della Rap – filtra tra i corridoi dell’assessorato regionale – abbiano capito che non si può andare avanti così”. Ma per quanto ci si possa mettere impegno nel redigere un nuovo piano per la raccolta differenziata dei rifiuti e dare respiro alle discariche, il ciclo di ciò che buttiamo nella spazzatura non può che portare alla fine all’incenerimento.

Un tema che Musumeci fa fatica ad affrontare, nonostante anche il governatore abbia ammesso che si tratti dell’unica via praticabile. E imposta dalle direttive ministeriali. Così ecco che alla Regione si starebbe lavorando alle fasi preliminari per l’individuazione delle aree in cui immaginare gli inceneritori. Dal Ministero ne chiedono due, per una capacità complessiva di 700mila tonnellate di rifiuti l’anno.

Su questo fronte filtra abbastanza poco dall’assessorato, ma verosimilmente i due inceneritori serviranno uno la Sicilia orientale, l’altro la Sicilia occidentale. Sembra che a cominciare a muoversi siano da una parte la discarica di Sicula Trasporti, dall’altra Siculiana. Ma è ancora troppo presto per avere conferme.

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