La nuora di Musumeci consulente all’Ars: ingenuità o polpetta avvelenata?

Non è semplice fare un ragionamento sereno sulle nomine esterne negli uffici di Gabinetto della Regione se non si parte da una premessa fondamentale: sarà anche vero che talvolta i beneficiati non possiedono curriculum adeguati ma trattandosi di nomine fiduciarie tutto il peso e la responsabilità della scelta grava sulle spalle di chi le scelte le effettua. Poi subentra la parte che alberga dentro ciascuno di noi e che farebbe volare i tavolini per aria perché sempre di denaro pubblico si tratta. E si parla di 1.600 euro lordi al mese, retribuzione che non implica di fatto chissà quale profilo professionale ma che ancora di più fa pensare alla mancanza di indispensabilità di molte di queste nomine.

Non è prassi inusuale che nei Gabinetti si giochino partite legate alla clientela, da tutti accettata e non per questo moralmente impeccabile. E che nel gioco dei favori incrociati il familiare di tizio finisca nell’ufficio di caio. Ma se tizio si chiama Nello Musumeci e fa il presidente della Regione e caio è Giorgio Assenza ed è presidente del Collegio dei Questori dell’Ars la notizia desta o non desta più scalpore?

La storia ce la racconta Maria Teresa Camarda su Livesicilia a cui qualcuno, che certamente non vuole bene al governatore, l’ha servita su un piatto d’argento. Brava e tempestiva la collega, senza ombra di dubbio, ma conoscere le generalità della compagna di un figlio di Musumeci fa pensare che il solito uccellino abbia cantato.

Non c’è bisogno di essere figlio di Einstein per capire che da giorni l’aria attorno ai due Palazzi del potere regionale sia al limite del putrido. Per ultimo viene in mente il ricatto che Vittorio Sgarbi ha annunciato sul Fatto Quotidiano e non ha ancora concretizzato (forse…) nei confronti di Musumeci. Oggi la difesa di quest’ultimo (“Non raccomando nessuno, i miei figli sono ancora disoccupati“) è onesta ma non convincente perché di fatto non smentisce la notizia come avrebbero sperato le centinaia di migliaia di siciliani che l’hanno votato. Perché la diversità e lo stacco netto dal passato si vede anche da questi particolari. Ed è vero che una nuora non è come un figlio, ma quasi. Come è vero che qualcuno ad Assenza quel nome (Francesca Firetto Carlino, per la cronaca) l’avrà pure suggerito. Resta da chiarire un solo aspetto di questa triste vicenda: è stata una colpevole ingenuità consumata nelle segreterie di Diventerà Bellissima oppure una polpetta avvelenata?