Emergenza idrica, Cocina: “Negli ultimi anni ci si è occupati solo dei rifiuti”

Come si è arrivati alla crisi idrica del Palermitano, ma più in generale agli invasi mezzi vuoti in tutta l’Isola? “Lo dico sinceramente: negli ultimi anni si è pensato ai rifiuti, non all’acqua. Ma quando il malato non si cura, sta male, spende soldi e muore. Servono grossi investimenti per le dighe siciliane”. A parlare è Salvo Cocina, dirigente generale dell’assessorato regionale alle Acque e ai Rifiuti, intervenendo nel corso degli Stati Generali dell’Acqua in Sicilia, promosso dal Forum siciliano dei movimenti per l’Acqua ed i Beni Comuni.

Cocina non ci gira intorno: “purtroppo negli ultimi anni l’emergenza, quella vera, è stata nel settore dei rifiuti, ci si è occupati poco e male del settore delle acque”.

“Chi mi ha preceduto – ammette ancora Cocina – si è già beccato due avvisi di garanzia per un incidente avvenuto in una diga, in cui sono morte due persone. Io ho avviato una ispezione nelle dighe. Ebbene, sono tutte ridotte nello stesso modo. Parliamoci chiaro: serve un dipartimento delle acque, un ufficio che si occupi solo di quello, senza andare dietro alle emergenze legate ai rifiuti”.

A proposito della dichiarazione dello stato di emergenza idrica nel Palermitano, Cocina ammette, in presenza della presidente dell’Amap, Maria Prestigiacomo, che non smentisce, che “ci siamo trovati davanti a uno scenario di 80 giorni di autonomia degli invasi. Diciamo che siamo stati fortunati. Dodici anni fa Cuffaro pregava per la pioggia, adesso è toccato a Orlando pregare e siamo stati tutti fortunati”.

“Certo – sottolinea ancora -, ben venga questa emergenza se riusciamo a risolvere i problemi strutturali, con le piogge gli invasi hanno acquistato vita, ma parliamo sempre di 9 o 10 mesi di autonomia. Delle politiche serie prevedono invasi con respiro di due o tre anni. Sicuramente, insomma, occorre rimettere mano alla situazione infrastrutturale della Sicilia in materia di acqua. Il sistema delle dighe è un complesso, che nel corso degli anni è stato depauperato per cattiva amministrazione, disattenzione, sciatteria e lo si ritrova in condizioni emergenziali. Serve un cambio di rotta”.

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