Violenza sulle donne: impariamo dai pesci come rispettarle

In questo continuo massacro di donne per mano dei loro compagni, sento molte considerazioni sociologiche. Alcune valide, come l’affermare che è un fenomeno trasversale, colpisce senza distinzione di fasce di reddito o cultura. Dal dermatologo che andava in tv ma non ammetteva che la moglie si stesse rifacendo una vita lontana dal suo narcisismo, fino all’uomo geloso della sua compagna madre di due figli nel piccolo paese.

Questo fenomeno ormai è come gli attentati terroristici. Quelli che vengono definiti a “prevedibilità zero“. Proprio perché mancano dell’organizzazione. Paradossalmente sarebbe più facile prevenire i delitti della criminalità organizzata che si muove in alvei ben definiti. Ma più di tutto, sembra che in questa fase evolutiva stiamo pure perdendo l’interesse alla prosecuzione della specie, ovvero quello che ogni animale assennato privilegia prima di tutto. Abbiamo raggiunto un livello di narcisismo cerebrale tale, da non dare retta all’istinto. Mancanza di istinto primordiale e prevalenza di egoismo. Oltre che una cultura della elaborazione del lutto da perdita amorosa assolutamente assente. Ma anche quella del semplice rifiuto, sembra latitare.

Leggevo in un articolo, che l’amore è lo sviluppo di un linguaggio comune con gli stessi caratteri e idiomi, che quando finisce diventa una lingua proibita, un rieducarsi a parlare diversamente. La mancanza dell’istinto primordiale di protezione. Mentre ci sentiamo superiori alle specie animali e magari le facciamo estinguere al grido “curiamoci prima di chi sta male accanto a noi”. L’esemplare maschio di una specie di pesce, il Jawfish, accudisce i figli nascituri, tenendoli tutti nella sua grande mascella, preservandoli da predatori ed eventi violenti. Ma non solo, mentre accudisce, scava anche dei lunghi cunicoli dove far rifugiare tutta la famiglia quando l’aria per loro si fa molto grigia e pericolosa. Forse non sarà bello a vedersi, ma sicuramente preferirei più uomini con mascelle accudenti da pesci e meno narcisi con sopracciglia ad ali di gabbiano.

Giusi Diana

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