Viabilità, Savarino: “Tre miliardi per le strade siciliane” – VIDEO

Tre miliardi di investimenti che riguarderanno la viabilità siciliana, di cui 800 milioni destinati alla manutenzione della Palermo/Catania. È quanto emerso nel corso dell’audizione che si è tenuta questa mattina in Commissione Ambiente all’Assemblea Regionale Siciliana, in cui sono stati ascoltati i vertici di Anas.

“A loro abbiamo chiesto come procedono i lavori sulla Palermo/Agrigento – aggiunge la presidente della Commissione, Giusi Savarino – e abbiamo preteso che disuniscano i disagi per i siciliani”. Secondo Savarino, su quella strada a scorrimento veloce, infatti, “gravano gli errori commessi dalla politica in questi anni, come la mancanza di governance o l’aver assegnato l’appalto di 32 km di strada in un solo lotto alle imprese. L’Anas ci ha confermato una imminente riduzione del numero dei semafori e la consegna entro l’anno di 28 km di strada”.

 

 

“Abbiamo anche chiesto degli ulteriori finanziamenti – aggiunge Savarino -, stante il fatto che l’Anas è depositaria di oltre 3 miliardi di fondi destinati alla Sicilia, buona parte assegnati alle manutenzioni, altri agli investimenti che riguardano proprio la Palermo/Agrigento, in particolare il bivio Tumarrano e Manganaro. Contiamo di migliorare la viabilità di questa strada nei prossimi mesi”.

“Con i vertici dell’Anas – sottolinea ancora la prima inquilina della IV Commissione – abbiamo anche discusso di Agrigento città, interessata da diversi lavori, dal viadotto Petrusa da ricostruire al Viadotto Morandi, che sappiamo essere stato al centro di un vivace dibattito in città. Gli agrigentini si chiedono infatti se sia opportuno ristrutturare un viadotto molto contestato per il suo impatto paesaggistico o se piuttosto non si possano trovare soluzioni alternative. Per cui abbiamo immaginato nelle prossime settimane di convocare un’audizione che coinvolga il comune e la Sovrintendenza di Agrigento, per vedere se è più opportuno, e magari anche più economico e meno invasivo, scegliere soluzioni alternative a un viadotto che è sempre stato molto contestato dagli agrigentini”.