“In Sicilia buttiamo a mare l’acqua per le nostre case”

L’atto di accusa del presidente dei geologi, Giuseppe Collura: “Ciò che più spaventa è la mancanza di progetto. Il paradosso? Il 50% delle risorse si perde per strada”

L’estate è alle porte e il rischio siccità è dietro l’angolo. Se dal Comune di Palermo assicurano che il pericolo del razionamento dell’acqua è scongiurato, ecco che la Regione invece mette le mani avanti e non esclude che con l’arrivo della bella stagione gli invasi possano svuotarsi in fretta. Insomma, nella Giornata Mondiale dell’Acqua, il tema, quello vero, è: i nostri rubinetti resteranno a secco oppure no? Secondo l’Ordine regionale dei Geologi, il problema sta “nell’assenza di una programmazione che guardi al medio e lungo periodo”.

“Bisogna senz’altro ripartire – sottolinea Giuseppe Collura, presidente regionale dell’Ordine dei Geologi – dal completamento dei depuratori, per potere ragionare seriamente sul ciclo integrato delle acque: buttare in mare l’acqua depurata è un sacrilegio. Potrebbe essere destinata all’agricoltura, liberando così preziose risorse naturali. A cominciare delle acque di falda, spesso potabili e se non potabili, che necessitano comunque di interventi minimi per essere depurate. Invece oggi l’acqua per uso domestico la prendiamo dagli invasi, l’acqua di falda la usiamo per l’agricoltura, l’acqua depurata la gettiamo in mare. È tutto al contrario”.

Intanto, appunto, resta il tema degli invasi: “Sul piano delle quantità – ammette Collura – non sappiamo quali siano i livelli, piuttosto porrei la questione su un problema più complessivo, strutturale. Ritengo che sia ormai improcrastinabile il rinnovamento delle reti di distribuzione, serve un progetto complessivo di rifacimento delle reti cittadine, ma anche delle adduzioni principali, se è vero che il 50 per cento delle risorse si perde per strada. Abbiamo una rete di distribuzione che definirla colabrodo è eufemismo. E la necessità rimane invariata: che la programmazione guardi al medio e lungo periodo. È quello che più spaventa”.

“Chiederemo un incontro al governatore Musumeci – conclude Collura – i dati che ci arrivano sono allarmanti, non ci sono geologi nei Comuni, non ci sono geologi negli uffici dei Geni civili, non ci sono geologi nei Consorzi di Bonifica. Come si può programmare in materia di acque, di territorio, di dissesto idrogeologico, se le Istituzioni non si confrontano coi geologi?”.