Ex lavoratori di Max Living e Grande Migliore, pronta una nuova protesta: “Siamo considerati solo un bacino di voti”

Sono pronti a un nuovo sit-in di protesta il gruppo di ex dipendenti di Max LivingGrande Migliore, Migliore Sonepar, Brico Arrigo e Gieco che avevano già protestato davanti al Comune di Palermo perché in cerca ancora di un lavoro dopo la chiusura delle rispettive aziende. I lavoratori “Overanta” si chiedevano che fine avessero fatto i fondi per l’avvio di cantieri di lavoro a loro dedicati che erano stati comunicati dall’assessore regionale Mariella Ippolito e che sarebbero dovuti essere sbloccati dal Comune.

“Chiediamo un tavolo tecnico con la Regione e il Comune per le trattative per la ricollocazione degli ex lavoratori overanta”, dicevano i lavoratori lo scorso 15 marzo. E il Comune di Palermo, il giorno successivo, aveva pubblicato una nota in cui si sollecitava l’incontro. “Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando ieri- si legge nel sito del comune – dopo aver raccolto l’ulteriore richiesta delle lavoratrici e dei lavoratori licenziati dalla media e grande distribuzione commerciale ormai privi di ammortizzatori sociali, ha sollecitato all’Assessore Regionale del lavoro Mariella Ippolito la convocazione di un confronto congiunto per affrontare il tema del reinserimento occupazionale dei tanti che hanno superato la soglia dei 45 anni”.

Un confronto che, però, ancora non è avvenuto. “Abbiamo parlato con l’assessore Ippolito – ha detto Franco Mondello, ex lavoratore di Grande Migliore – che però ci ha detto di non aver neanche letto il comunicato. Intanto noi aspettiamo ancora risposte”.

Intanto gli ex lavoratori hanno scritto una lettera indirizzata al sindaco Orlando, all’assessore comunale Giovanna Marano e all’assessore regionale Mariella Ippolito.

“Ci troviamo ancora qui a discutere dell’annosa questione degli ex dipendenti del GRANDE MIGLORE, MAX LIVING, BRICO ARRIGO. Come le è noto sono passati SETTE lunghi anni, SETTE, in cui siamo stati in balia del politico di turno che, però, appariva, guarda caso, sempre in periodi di elezioni. Abbiamo continuato a rivendicare il nostro diritto ad un posto di lavoro attraverso diverse forme di lotta che sono state dolorose e che in alcune fasi ci hanno privato di quelle energie fisiche e mentali, al punto da ricorrere, per alcuni di noi, anche a supporti psicologici. Non abbiamo desistito, perché ogni giorno guardavamo negli occhi i nostri figli e non soppartavamo l’idea di non dargli un futuro. Abbiamo cercato di coinvolgere le istituzioni a tutti i livelli ma questo è stato ancora più sconfortante, quando dopo colloqui, incontri e diffuse promesse, fatta da politicanti burocrati, abbiamo impattato con la dura realtà: eravamo considerati solamente un potenziale bacino di voti, una merce di scambio solo questo e basta. Grande era la delusione e lo smarrimento di fronte a chi ci faceva toccare con mano l’imminente soluzione della nostra vicenda umana e lavorativa. Il diritto al lavoro nella nostra già martoriata terra, dovrebbe andare al di la del colore politico e delle singole individualità elette. Ci si stanca ad essere invisibili, ci si stanca della povertà, ci si stanca della mancanza di futuro. Le aziende di cui siamo stati lavoratori sono state per tanti anni leader nel loro settore e nel giro di pochi giorni siamo stati spazzati via, con l’inganno di imprenditori senza scrupoli, di FALSI FALLIMENTI e le false illusioni di tutte le sigle sindacali e la connivenza di una politica latitante. Le stesse Aziende hanno riaperto sotto altro nome o sono state affidate a imprenditori incompetenti (vedi GRANDE MIGLIORE) e non c’è stata la volontà per pensare ad un nostro eventuale riassorbimento, nonostante il nostro documentato e verificabile bagaglio professionale maturato nello stesso settore. Adesso vogliamo riferirci a lei che sempre si è dimostrato sensibile ed attento alla questione ma mai producente, a lei rivolgiamo, nuovamente, la nostra accorata richiesta di aiuto per un intervento, sperando, stavolta tempestivo e risolutivo. Lei è infatti assolutamente consapevole che il fenomeno che si è verificato in quegli anni ha avuto la conseguenza di far trovare lavoratori che per condizione di età sono rimasti fuori da tutto: dal mercato del lavoro e da ogni tipo di ammortizzatore sociale.
Non abbiamo nessuna forma di entrata e siamo allo stremo delle forze. In uno dei nostri ultimi incontri, durante la sua campagna elettorale, in vista della sua rielezione ha preso contatti direttamente col Ministro Poletti il quale le prometteva di incontrarla insieme all’assessore Marano in tempi brevi. Inoltre sempre in riferimento alla nostra vicenda il 2 febbraio 2018 a Villa Niscemi c’è stata una telefonata, fatta in viva voce, durante l’incontro con gli ex lavoratori, tra il sindaco Orlando e l’assessore Mariella Ippolito, in cui dicevate che si sarebbe sbloccato tutto entro metà marzo Ancora siamo in attesa. Inoltre in una delle sue interviste su Radio Time e nell’occasione dell’apertura della sua campagna elettorale si era impegnato in qualità di sindaco al fine di mantenere e garantire le presenze imprenditoriali nella nostra città e la conseguente tutela dei lavoratori, a proporre allo stesso Ministro, una misura di politica attiva del lavoro per provvedere ad un nuovo inserimento nel mondo del lavoro, parlando di “accompagnamento” al mondo del lavoro per la tipologia di lavoratori come noi.
Viene pure da ricordare che è lo stesso Ministro Poletti che nel 2014 ha bloccato l’erogazione della mobilità in deroga allo stesso gruppo di ex dipendenti Max Living. Le chiedo di continuare a dimostrare l’amore per la nostra città anche attraverso il suo interessamento ai suoi concittadini in grossissime difficoltà.
Sicuri di trovare fondamento in questa nostra speranza vi ringraziamo.
Gli EX LAVORATORI OVERANTA GRANDE MIGLORE- MAX LIVING- BRICO ARRIGO”.

 

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