Arcigay: “La madre di Siracusa? Non parliamo di troppo amore, quello non è amore”

“Non facciamo l’errore, come nei casi di stalking, come nei casi di femminicidio, di parlare di troppo amore. Questo non è troppo amore”. All’altro capo del filo c’è Daniela Tomasino, attivista dei diritti lgbt, del direttivo di Arcigay Palermo. Commenta così il caso della madre-stalker di Siracusa, che per anni avrebbe osteggiato la relazione lesbica della figlia, fino a minacciarla di sfregiarla con l’acido.

“Come associazione – racconta ancora Tomasino – noi lavoriamo sul coming out in condizioni di sicurezza, ma il nostro obiettivo è che le persone siano serene. Sicuramente smettere di mentire, di nascondersi, è una cosa che fa vivere meglio le persone, ci sono studi che dimostrano che chi fa coming out conduce una vita più sana, mentre chi vive una vita nell’ombra, nascondendosi dalla famiglia, tende ad ammalarsi con una frequenza maggiore. Ma, ripeto, è necessario che ci siano le condizioni di sicurezza per fare coming out. Il che non significa un invito a nascondere la propria omosessualità, ma essere cauti, quello sì”.

I Pride, i diritti civili, forse a volte ci si illude di vivere in una società più aperta. Invece la strada sembra essere ancora lunga. “Statisticamente – sottolinea ancora l’attivista – sarà realmente una società più aperta, la nostra. Certo, ci sono molte più persone a favore del matrimonio egalitario, ma i progressi che registriamo sono abbastanza a macchia di leopardo. Ci sono delle sacche di resistenza, di ideologia e di fanatismo notevoli ancora oggi. E poi le dinamiche familiari sono senza dubbio le più complesse”.

“Anche nel cinema, nella letteratura – aggiunge – c’è una narrazione che racconta dell’omosessualità come perversione. Nei vecchi film degli anni ’50, ’60, ’70, l’omosessualità è sempre associata al crimine, alla marginalità sociale. E non dobbiamo nasconderci dietro un dito: c’è un immaginario che per alcuni è ancora quello. Così, quando arriva tuo figlio a dirti che è gay, magari non sei pronto, non hai gli strumenti per affrontare la cosa”.

“Magari – evidenzia ancora Tomasino – non hai mai studiato che l’omosessualità è variante normale della sessualità umana. Rischi di andare fuori di testa. E con questo non sto giustificando il caso di Siracusa, che per altro non conosco, se non da quanto letto sui giornali. Il punto è che ancora oggi l’omofobia è assolutamente trasversale nella nostra società”.

Intanto, la donna protagonista della vicenda di Siracusa ha trovato la forza di rivolgersi alle forze dell’ordine. “Premesso che non conosco il caso specifico – conclude Tomasino – ha fatto bene a rivolgersi alle forze dell’ordine, la prima regola è quella di tutelare se stessi. In questo caso, ma ripeto è soltanto un’osservazione esterna, i genitori potrebbero avere bisogno di un supporto psicologico. Lei intanto ha fatto la cosa giusta. Ed è importante che sappia che non è sola: c’è tutta una comunità intorno a lei, pronta a sostenerla nel suo percorso”.

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