Vucciria, lo sgombero di Uwe e Costanza da palazzo Mazzarino. L’avvocato: “Non abbiamo ricevuto nulla”

L’ordinanza di sgombero è stata pubblicata sul sito del Comune di Palermo, ma Uwe e Costanza non hanno ricevuto nulla. A dirlo a ilgazzettinodisiclia.it è Valerio D’Antoni, l’avvocato della coppia che vive nell’edificio di piazza Garraffello, nel cuore della Vucciria. “L’atto può anche essere pubblicato sul sito del Comune, ma i miei clienti non hanno ricevuto nessuna comunicazione”, afferma D’Antoni.

La versione del legale è confermata da Costanza Lanza di Sclaea, compagna dell’artista Uwe Jaentsch e, insieme a lui, battagliera sostenitrice del fatto che il rilancio della Vucciria debba tenere conto della realtà del quartiere per come si è andata definendo negli anni: “A noi non è stato comunicato nulla – conferma, non ancora almeno”.

Non si tratta di una questione meramente personale. Uwe e Costanza non sono affatto contenti di quello che sta accadendo nel quartiere. “Vogliono fare della Vucciria una zona residenziale, ma è un’operazione che finirà con il danneggiare la comunità, chi vive qui, i residenti e i commercianti“. Negli ultimi mesi alla Vucciria, zona molto frequentata da giovani e non fino a tarda notte, la polizia è più volte intervenuta nei locali delle piazze Caracciolo e Garraffello. Uno dei locali storici dell’ex mercato, la Taverna Azzurra, ha ricevuto una sospensione dell’attività per dieci giorni perché tra le persone controllate in queste settimane c’erano alcuni pregiudicati. Sulla vicenda Costanza Lanza di Sclaea taglia corto: “Quella che si è verificata alla Vucciria in queste settimane è una militarizzazione – dice – I lavoratori della notte sono stati di fatto bloccati, ma loro vivono di questo, è il loro lavoro. Non si tratta soltanto della Taverna Azzurra, hanno chiuso le bancarelle, i venditori di street food, tutto è stato desertificato. È una situazione incredibile”.

Costanza ci tiene a precisare che una regolarizzazione deve essere fatta, ma non si può procedere senza tenere conto di cosa oggi sia diventata la Vucciria, non più un mercato ma zona di vita notturna: “La stanza di compensazione da noi occupata vuole proprio lanciare questo messaggio, con il cambiamento storico del mercato in luogo di ritrovo per tanta gente che lavora e sbarca il lunario vendendo stigghiola e pane e panelle. Non si può cancellare la memoria di questo luogo in un colpo solo – dice -, con operazioni che vogliono passare per riqualificazione delle periferie ma che finiscono con l’essere tutt’altro”.

(FOTO DI LORENZO GATTO)