Addio Stephen Hawking, il genio che non si fece fermare dalla sua malattia

Stephen Hawking, nato a Oxford l’8 gennaio 1942, è morto all’età di 76 anni nella sua casa di Cambridge. La cosmologia è sempre stata la sua passione tanto da scoprire i buchi neri e l’origine dell’universo.

Questo suo amore per la scoperta aiutò lo scienziato essere più forte della malattia che gli diagnosticarono da ragazzo: una forma di SLA (sclerosi laterale amiotrofica). La degenerazione dei motoneuroni l’ha costretto per più della metà della sua vita all’utilizzo della sedia a rotelle: riusciva a comunicare grazie all’integrazione di un sintetizzatore vocale.

Una delle sue teorie più importanti è stata quella legata al Big Bang, l’esplosione primordiale che diede origine a tutto, dove Hawking cercava di unire meccanica quantistica e teoria della relatività di Einstein.

Nel 2014 il regista James Marsh gli dedicò un film dal titolo La Teoria del Tutto. Il film narra della sua vita prima e dopo la malattia, dell’amore che aveva per la cosmologia e per la sua famiglia.

Il 24 ottobre 2017, l’Università di Cambridge, mise online gratuitamente la tesi di laurea del cosmologo mandando letteralmente in tilt i server del sito.