“Sgarbi, se ne vada”: i Cinquestelle presentano censura all’Ars

Una mozione di censura contro l’assessore ai Beni culturali delle Regione siciliana, Vittorio Sgarbi. A presentarla all’Assemblea Regionale Siciliana, i deputati del Movimento 5 Stelle, che invitano il presidente della Regione, Nello Musumeci, a “provvedere senza indugio alla rimozione immediata ed alla sostituzione dell’assessore”.

Secondo i Cinquestelle, “i continui e squallidi turpiloqui via social e le reiterate offese indirizzate, spesso in pose indecenti, ad attivisti, militanti e portavoce del Movimento 5 stelle e, soprattutto, contro Luigi Di Maio, uniti alla scarsissima produttività della delega assessoriale di Sgarbi si sono tradotti in un atto parlamentare che il M5S cercherà di portare in Aula al più presto”.

“Sgarbi, col suo inqualificabile comportamento – afferma il capogruppo del M5S all’Ars, Valentina Zafarana – ha leso il decoro della Sicilia e dei siciliani. Più volte abbiamo chiesto a Musumeci di rimuoverlo, ma finora il presidente ha fatto orecchie da mercante, o, peggio, ha affermato di non essere la sua badante. Ebbene, in questo governo non può trovare spazio uno che ha bisogno di badanti. Se la richiesta di rimozione del M5S non è bastata a Musumeci, proveremo a fargliela fare dal Parlamento attraverso la nostra mozione di censura”.

La mozione, scritta dal deputato Salvatore Siragusa e sottoscritta dagli altri 19 deputati del Movimento, ripercorre alcune delle inqualificabili uscite di Sgarbi con un “turpiloquio degno della peggiore osteria, con parolacce, epiteti e frasi che vanno oltre l’educazione e la comune buona creanza, con atteggiamenti e modi fortemente offensivi e lesivi della dignità e dell’onore”.

“L’assessore – afferma Siragusa – rappresentata istituzionalmente l’intero popolo siciliano, che pretende ed esige che i propri rappresentanti assolvano al compito cui sono demandati, come previsto dall’articolo 54 della nostra Costituzione, con dignità ed onore e con un comportamento sobrio. Tutto il contrario, praticamente, di quello che ha fatto Sgarbi in taluni frangenti. È lapalissiano, pertanto, che non può più rimanere al suo posto”.

Alla radice della mozione contro Sgarbi, oltre al turpiloquio, c’è anche la scarsissima produttività dell’assessore “che possiamo riassumere – si legge nella mozione – nel dare mandato all’amministrazione regionale di acquisire al patrimonio regionale il castello di Schisò… un po’ poco per le immense necessità di buone pratiche e di buona amministrazione di cui abbisognano i Beni culturali in Sicilia”.

“A ciò va aggiunto – conclude Siragusa – che Sgarbi, pur pesantemente sconfitto nel duello elettorale ad Acerra contro Di Maio, è stato eletto nel collegio di Ferrara e, quindi, nella migliore delle ipotesi, ci troveremmo, se Musumeci, non lo rimuovesse, un assessore a mezzo servizio, impegnato parte a in Sicilia e in parte a Montecitorio”.

Giusi Diana

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