Museo Pitrè di Palermo, spariti 253 oggetti d’arte. I dubbi Forello (M5S) sulla gestione: “Paradossale sia chiuso”

Spariti nel nulla senza lasciare alcuna traccia. Sono ben 253 oggetti d’arte che facevano parte di una collezione artistica del Museo Pitrè di Palermo. Una sparizione che è stata scoperta dall’ex dirigente Filippo Guttuso prima di lasciare l’incarico, a inizio del 2017. Guttuso ha informato la nuova responsabile del sito, Eliana Calandra, che ha sporto denuncia ai Carabinieri del nucleo Patrimonio Artistico.

All’appello mancano pizzi, antichi merletti, mantelli, bambole, balocchi, pugnali, bilance chiavistelli, attrezzi di lavoro, reliquiari, statuette, crocifissi, acquarelli, pitture su vetro, vecchie stampe, piatti, finimenti per cavalli, documenti, servizi da caffè, calici, porcellane, personaggi di presepe in terracotta e un cilicio. Una scoperta che è stata possibile grazie a una ricognizione degli oggetti voluta dall’ex dirigente, che aveva trovato i depositi del museo in disordine.

Massimo riserbo sulle indagini condotte dai Carabinieri. Nelle sale del museo etnografico siciliano Giuseppe Pitrè, fondato nel 1909, articolate in 20 sezioni, trovano documentazione gli usi e i costumi del popolo siciliano.

E sulla gestione del Museo Pitrè, più di un dubbio viene espresso da Ugo Forello, capogruppo del Movimento 5 Stelle a Sala delle Lapidi: “E’ un paradosso che nell’anno in cui Palermo è capitale italiana della cultura il Museo etnografico siciliano Giuseppe Pitré sia tuttora chiuso al pubblico in quanto i lavori per l’allestimento permanente, di competenza dell’Ufficio Città Storica, non si sono ancora conclusi – dice Forello – Inoltre, la decisione dell’amministrazione di destinare, con la nuova riorganizzazione, l’ex direttore del museo, il Dottor Filippo Guttuso, a quello che ad oggi è un ‘non incarico’, ovvero a ‘responsabile del servizio studi per la valorizzazione dei beni archivistici e librari del servizio bibliotecario e archivistico c/o il settore cultura’, sprovvisto di uffici, funzioni e personale,  desta preoccupazione e disagio”.

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