Crocetta e il “concorso esterno” del Pd al governo targato Cinquestelle

Sui social ha fatto partire nelle scorse ore un sondaggio per chiedere a quel che resta del popolo dem cosa ne pensi del sostegno esterno del Pd a un governo nazionale guidato da Luigi Di Maio. Il tema è spinoso e sintetizzato negli scorsi giorni da Emanuele Macaluso: la scelta che hanno davanti i dirigenti dem è tra “il futuro del partito e il futuro del Paese”.

Un sostegno ai Cinquestelle, è il Pd-pensiero, comprometterebbe ancora di più il rapporto con gli elettori, mentre l’opposizione e la critica a chi gestisce il potere aiuterebbe a recuperare consenso velocemente. Di contro, chi sostiene la tesi di un accordo coi Cinquestelle, invoca il senso di responsabilità nei confronti del Paese e il “pericolo di un governo guidato da Salvini, o peggio ancora da Salvini e Di Maio”. Se Macaluso sposa più la prima causa, alla seconda sembra essersi votato invece l’ex primo inquilino di palazzo d’Orleans, Rosario Crocetta.

“Le dichiarazioni a caldo di diversi dirigenti del partito democratico – scrive Crocetta sui social – che dicono di volere andare all’opposizione contro qualsiasi schieramento di governo possibile, nel concreto, pur avendo una grande forza galvanizzatrice interna al PD, non portano assolutamente nulla, se non alla definitiva disfatta del partito“.

“Verifichiamo le varie ipotesi di governo” aggiunge Crocetta, secondo cui un governo di tutti i partiti sarebbe una ipotesi “completamente irrealizzabile per indisponibilità dei vincitori delle elezioni”. Rispetto all’ipotesi di un governo tecnico sostenuto dal centrodestra e dal Pd, invece, “non ci sarebbe la disponibilità di M5S e Lega”. Immaginando invece un governo di centrodestra, presieduto dalla Lega e sostenuto dal Pd (“l’ipotesi più cara, secondo Crocetta, ai dirigenti moderati e maggioritari del Pd”), “determinerebbe la fine definitiva del Pd quale soggetto di centrosinistra”.

L’ex primo inquilino del Palazzo della politica siciliana si dice inoltre convinto che un governo Lega-Cinquestelle difficilmente troverebbe l’ok di Grillo. Insomma, l’unica via, secondo Crocetta sarebbe quella di un governo pentastellato sostenuto dall’esterno da Pd e LeU. Un’ipotesi rispetto alla quale “i dirigenti renziani, maggioritari nel Pd, si oppongono fortemente”.

“Il Pd – chiosa Crocetta – sta giocando col fuoco, con una posizione che potrebbe portare ad immediate elezioni anticipate che, inevitabilmente, radicalizzeranno il voto su M5s e Lega, con una ulteriore perdita di consensi del Pd e di FI. Se il Pd andasse a destra, sarebbe la fine. Credo, piuttosto che il partito debba cercare di riacquistare la fiducia dei suoi elettori che hanno votato M5S, sostenendo dall’esterno un governo a guida di Di Maio e riavviare una fase rifondativa del Partito”.