La sconfitta di queste elezioni: nessun governo senza allearsi col nemico

Sembra di assistere a un remake dell’esclusione dal mondiale: l’Italia è incredula di fronte alla propria sconfitta sul campo nella partita di andata in Svezia. Il campo, in questo caso, sono state le elezioni del 4 marzo. Dove non ci sono vincitori, ma solo sconfitti. L’Italia ne esce sconfitta, per uno a zero. Ancora presi dalla trance agonistica, molti italiani credono d’aver vinto per zero a uno.

Eppure, a risultato acquisito e conteggio dei seggi, alcuni sconfitti continuano a dire che hanno vinto. Nemmeno parlano di un “pareggio” o di una “mezza-vittoria”, ma proprio di una “vittoria”. Si è parlato persino di “trionfi”, sol perché nel Mezzogiorno tutti si sono buttati sul carro del presunto vincitore come ai tempi del Gattopardo e a Settentrione la paura dell’immigrato ha fatto il resto.
Vittorie, celebrazioni, trionfi di cartapesta e altre carnevalate. Indomita creatività italiana… Scontrandosi però con la matematica, che è nuda e cruda: nessuno ha la maggioranza in Parlamento, né alla Camera, né al Senato. Il PD è sicuramente il maggiore sconfitto. Ma sconfitti sono pure i Cinque Stelle e la coalizione di Centrodestra perché non possono governare da soli.
È già complesso, per Mattarella, capire a chi si dovrebbe dare l’incarico di formare un governo. Ma prima ancora di dare questo incarico si dovranno eleggere i presidenti di Camera e Senato. La cosa appare, al momento, impossibile: non c’è una maggioranza nemmeno su questo punto. Né ci sarà, se non attraverso profonde lacerazioni e il rischio di ulteriori sconfitte, persino peggiori. Non ci sarà governo, per lo meno finché si continuerà a seminare vento. Sarebbe il caso che, chi ha “vinto” seminando vento, inizi a fare qualche passo indietro: ammetta la sconfitta, ritiri gli insulti, chieda scusa, meglio se con un poco di cenere in testa, visto che siamo ancora in quaresima e i vangeli sono entrati in campagna elettorale.

Cinquestelle e Centrodestra, i vincitori dovranno piegarsi all’alleanza con il nemico

Il vincitore è la coalizione di centrodestra guidata ormai da Salvini? E come mai deve chiedere i voti al PD o altre forze politiche, oppure a eventuali fuoriusciti per governare? Viene in aiuto Catalano: il Centrodestra è stato sconfitto perché non può formare un governo e per giunta dovrebbe essere incaricato di formarne uno. Né all’interno del centrodestra il vincitore sarebbe Berlusconi, che magari potrebbe ricucire con il PD come fatto in passato. Il presunto “vincitore” è stato Salvini, si dice, nemico giurato (su Vangelo) di Cinque Stelle e PD. Ma numeri, e vangeli, parlano chiaro.

A ben vedere, i cosiddetti “vincitori” sembrano persino più sconfitti di Renzi e del PD, che ha subito un vero e proprio crollo elettorale. Perché i “vincitori” dovranno sbattere il naso alla porta dei nemici. E quella porta rischia d’essere chiusa. Se fosse aperta, volerebbero gli stracci.
A conti fatti, la vera sconfitta è l’Italia. Come accadde in Svezia nella partita di qualificazione ai mondiali di calcio qualche mese fa. [Leggi tutto]

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