Mafia, la Guardia di Finanza sequestra 120 milioni di euro a imprenditore agrigentino

La Guardia di Finanza ha sequestrato beni per un valore di oltre 120 milioni di euro all’imprenditore agrigentino Calogero Romano. Il provvedimento è stato emesso su proposta della Procura di Palermo dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Agrigento. Romano è titolare di numerose aziende che operano soprattutto nel campo delle telecomunicazioni e della fibra ottica, ma anche nel settore edile. L’imprenditore è anche titolare dell’autodromo Valle dei Templi, che si trova a Racalmuto, suo paese di origine.

L’operazione della Guardia di Finanza, dal nome in codice Valle dei Templi, proprio dal nome dell’autodromo, ha consentito di accertare i rapporti di connivenza che l’imprenditore avrebbe intrattenuto, nell’arco di un ventennio, con esponenti di spicco di Cosa Nostra.

Romano era stato condannato dal Tribunale di Agrigento a sei anni e sei mesi di reclusione. Secondo la magistratura, l’imprenditore, a partire dal 1992, avrebbe beneficiato dell’appoggio e della protezione della famiglia mafiosa di Racalmuto, per ottenere vantaggi per le proprie imprese nel mercato del calcestruzzo e nel settore edilizio. Una condanna per concorso esterno in associazione mafiosa arrivata anche grazie alla testimonianza del collaboratore di giustizia Ignazio Gagliardo, che era stato il suo punto di riferimento nei rapporti con Cosa Nostra.

Secondo gli inquirenti Calogero Romano avrebbe anche fornito alle aziende riconducibili ad alcuni esponenti mafiosi, e con il consenso del boss di Campobello di Licata Giuseppe Falsone, il calcestruzzo necessario per i lavori di costruzione del centro commerciale Le Vigne, facendo sovrafatturazioni per costituire fondi neri da utilizzare al sostentamento della famiglia mafiosa di Canicattì.

Romano è a capo di numerose società, tra le quali la Program group racing engineering, proprietaria dell’Autodromo Internazionale Valle dei Templi, la Beton 640, la Mediterranea cavi e la Romano telecomunicazioni. Le ultime due gli avevano fatto guadagnare una posizione dominante nelle opere di realizzazione di reti telematiche.

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