Cascio dopo la bocciatura: “Riprenderò a fare il medico”

“Intanto sto partendo in vacanza con la mia famiglia. Una volta rientrato, tornerò in ospedale a fare il mio lavoro. Avevo preso trenta giorni di aspettativa per la campagna elettorale, per quanto mi riguarda non cambia nulla, torno alla vita che conduco ormai da diverso tempo”. All’altro capo del filo c’è Francesco Cascio, uno dei nomi eccellenti che a questo giro restano a casa, travolti dall’onda gialla del Movimento Cinque Stelle guidato da Luigi Di Maio.

“Non nego – ammette però Cascio – che sia stato un colpo, non tanto per quello che è successo a me, per il fatto che non sia scattato il seggio. Ma non mi aspettavo una vittoria dei Cinque Stelle di queste dimensioni. C’è poco da fare analisi, è stato uno tsunami assolutamente imprevedibile a questi livelli. Occorre adesso ripartire da un governo regionale che è in carica. E poi cominciare a rilanciare, già a partire dalle prossime amministrative di giugno, alle quali seguiranno le provinciali di novembre“.

Intanto si guarda da lontano in direzione della Capitale, dove il Capo dello Stato dovrà portare avanti le consultazioni, in base alle quali capire se assegnare l’incarico della formazione del nuovo governo alla coalizione di centrodestra o al Movimento Cinque Stelle.

“Se fossi un leader nazionale -sottolinea Cascio -, lascerei la possibilità ai Cinque Stelle di fare il governo. D’altronde, fino a quando si sta all’opposizione è facile gridare che sono gli altri a sbagliare. Basti vedere che nel Lazio, dove i Cinque Stelle governano a Roma, hanno perso le regionali”.

Vediamo se Di Maio realizza il reddito di cittadinanza – conclude Cascio -. Personalmente farei di tutto per far nascere un governo dei Cinque Stelle. In un anno si consumerebbero da soli”.