Quando le elezioni fanno proprio ridere

La satira è sempre pungente ma in periodo di elezioni lo è anche di più. Numerose le battute che si sono susseguite sia durante il voto che durante lo spoglio. La parte da leone, naturalmente, l’hanno fatta Spinoza (con la sua diretta) e Lercio. Ecco quando le elezioni fanno proprio ridere.

Si comincia con un suggerimento sul sistema elettorale: ma non si potrebbe adottare il regolamento di Sanremo e far pesare il voto popolare non più del 40%?

Non mancano, naturalmente, le battute sul caso delle schede sbagliate nel collegio di Palermo 1: Palermo, alcune schede elettorali sono da ristampare. Riflettevano i flash. E ancora: a Palermo ristampate 200 mila schede per un grave errore: l’unità d’Italia.

Anche il bollino antifrode, che ha reso più lunghe le operazioni di voto, è stato preso di mira dalla satira: Lunghe code ai seggi, Viminale: “Gli ultimi della fila saranno considerati italiani all’estero”. Una frecciata anche collegata ai sacchetti di plastica biodegradabili per la frutta nei supermercati voluti dall’ormai passato governo si dice perché prodotti da un’azienda “amica” del leader del Pd: ricordiamo che il bollino antifrode costa due centesimi ed è prodotto dalla sorella di Renzi.

Non poteva mancare almeno una battuta sulla Femen a torso nudo nel seggio di Berlusconiattivista contesta Berlusconi lanciandosi su di lui in topless. Che è come contestare Salvini bruciando un immigrato.

E poi si arriva allo spoglio, non molto positivo per la coalizione di centrosinistra: il primo commento del Pd lo farà chi estrae la pagliuzza più corta – Dopo la seconda proiezione Renzi ha messo su il dvd di The Ring.

Chiudiamo con le paure degli elettori: in poche ore siamo passati da “Dove ho messo la tessera elettorale?” a “Dove ho messo il passaporto?”.