Palermo, ritardi nell’apertura di alcuni seggi. E arrivano le prime proteste

Nel giorno in cui tutti gli italiani sono chiamati alle urne, l’apertura di alcuni seggi a Palermo sarebbe avvenuta con ritardo. E questo a causa di un errore nella perimetrazione dei collegi da parte del Comune e per cui nella notte, su decisione della Prefettura, si è reso necessario ristampare 200 mila schede elettorali. Non tardano ad arrivare le polemiche.

“Nel giorno più importante di una democrazia, quello delle elezioni, sono ritardi ed errori inaccettabili, che spero – ha dichiarato il presidente del Senato e leader di LeU Pietro Grasso – non scoraggeranno la partecipazione dei cittadini”. “Robe da terzo mondo” per Alessandro Pagano, capolista alla Camera per la Lega nel collegio plurinominale di Palermo città, che denuncia: “In molte sezioni, come la sezione 120 nella scuola Karol Wojtyla quartiere Monte Pellegrino, ci sono già file di persone che non possono votare, con ritardi che potrebbero protrarsi anche in un paio di ore. Tutto ciò è sconcertante”. Poi l’accusa: “Il sindaco di Palermo come al solito se ne lava le mani, il Viminale deve dare subito spiegazioni. Non vorremmo che qualcuno volesse boicottare il voto del capoluogo siciliano”.