Lucio Dalla, quale Italia chiameremo Futura

Finalmente si vota. Il 4 marzo ’43 nasceva Dalla, cosa nascerà 75 anni dopo?

Chissà chissà domani, su che cosa metteremo le mani. Una domanda che in molti si staranno facendo in questa giornata elettorale. Ed è uno strano scherzo del destino se le elezioni cadono quest’anno in una data che in cui si celebra l’anniversario della nascita di uno dei più grandi cantautori della musica italiana: Lucio Dalla.

Una canzone nata contro la guerra, un messaggio di speranza per il futuro. Futura, appunto, scritta in una panchina davanti al Check Point Charlie del Muro di Berlino, quando questo era ancora in piedi, immaginando la storia d’amore tra due persone divise da quella barriera. E di una figlia, il cui nome sarà Futura.

E in una giornata in cui il futuro italiano è incerto, le parole scritte da Dalla non possono che far riflettere. Ma è giusto ricordare che il cantautore con i suoi testi ha spesso sdrammatizzato il mondo, facendoci anche sorridere. Come quando sconvolse il perbenismo dei tempi con la sua Disperato erotico stomp, una canzone che sarebbe riduttivo definire anticipatrice dei tempi.

E allora non è difficile immaginarcelo oggi, Dalla, mentre piscia in testa, come ha anticipato nella sua Se io fossi un Angelo, ai potenti. Giusto per poterci ridere sopra, per continuare a sperare.

Decidere una canzone con la quale ricordarlo non è affatto facile, scegliere un verso lo è anche di più. Ma non riesco a non emozionarmi quando lo ascolto intonare E in mezzo a questo mare cercherò di scoprire quale stella sei, perché mi perderei se dovessi capire che stanotte non ci sei.

Tanti auguri Lucio Dalla, se quest’anno il tuo compleanno passerà in secondo piano per colpa delle elezioni, non ti preoccupare. L’anno che verrà andrà sicuramente meglio. Speriamo.