Via Amari e il cantiere per l’anello ferroviario, la lettera al sindaco: “Palermo offesa ogni giorno”

Francesco Raffa è un commerciante. Il suo negozio è in via Amari, chiusa parzialmente per la realizzazione dei lavori per la realizzazione dell’anello ferroviario. Da mesi punta il dito contro i ritardi dei lavori. Dopo la settima proroga per la prosecuzione del cantiere rispetto ai tempi prefissati originariamente, pubblicata proprio ieri, ha deciso di scrivere al sindaco Leoluca Orlando.

E le sue parole non sono al miele. “Illustre sindaco – si legge nella missiva – mi trovo costretto a scriverle un messaggio che non vorrei perché amo visceralmente Palermo e soffro nel vederla offesa ogni giorno… Ieri è intervenuta la settima proroga di occupazione dell’area che ha portato il periodo di occupazione dai 335 giorni originari a 801 giorni. Nel frattempo hanno chiuso svariate attività commerciali, gli immobili hanno perso valore ed alcuni presentano persino preoccupanti lesioni. le scrivo per comunicarle che oggi (3 marzo, ndr) in Area 4 non lavora nessuno. Sono sicuro la signoria vostra ne sia già a conoscenza visto che non posso mettere in dubbio sia venuto meno alla promessa di istituire ‘un gruppo fra dipendenti municipali e cittadini per il monitoraggio dei Cantieri’ ( cfr. Sala delle Lapidi 02/03/2016 ) e quindi le chiedo se non le appaia quantomeno inopportuno concedere proroghe (sette nel caso in oggetto) a chi evidentemente, ma anche questa è cosa a lei senz’altro nota, non ha mai fatto e mai farà una sola ora di doppi turni o di lavoro al sabato”. Il riferimento – come scrive lo stesso Raffa – è alla Tecnis SPA appaltatore dell’opera, ma non per alcuni subappaltatori che invece hanno di frequente operato fuori dagli orari canonici. “Le chiedo pertanto – si legge ancora nella lettera di Raffa – di voler emettere i provvedimenti pedissequi nei confronti dei responsabili di quelle che mi permetto di definire ancora una volta inopportune proroghe. Vorrei infine riportare qui una frase che dovrebbe essere e senz’altro è nel caso specifico da monito a chi amministra la cosa pubblica”, affermazione alla quale segue una frase del presidente dell’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione, risalente al 4 novembre 2015: ‘L’uso improprio delle proroghe può assumere profili di illegittimità e di danno erariale, allorquando le amministrazioni interessate non dimostrino di aver attivato tutti quegli strumenti organizzativi\amministrativi necessari ad evitare il generale e tassativo divieto di proroga dei contratti in corso e le correlate distorsioni del mercato”.