Animali, il decalogo dell’Oipa per dar voce ai loro diritti

Un decalogo affinché la politica possa prestare attenzione anche ai diritti degli animali. È quanto lanciato, in occasione delle prossime elezioni del 4 marzo, dall’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa), pur rimanendo apartitica. Dieci punti sotto la denominazione #votaancheperLORO, che vanno dall’inserimento nella Costituzione italiana del riconoscimento degli esseri animali come esseri senzienti alla modifica o miglioramento della legge 281/91, dall’inasprimento delle pene in materia di maltrattamenti di animali all’abolizione dell’attività venatoria, da far sottoscrivere ai candidati politici con la speranza che, in caso di una loro elezione, possano davvero trovare una concretizzazione.

Un modo, ha spiegato al gazzettinodisicilia.it la responsabile Oipa della sezione Palermo, Veronica Anastasio, per “cercare di sensibilizzare su temi che la politica ha completamente abbandonato. Anche nella scorsa legislatura pochi si sono impegnati per i diritti degli animali. La presentazione di questo decalogo penso che andasse fatta perché l’attenzione è molto bassa sul territorio italiano. La sua sottoscrizione ci fa ben sperare“.

Tra i punti affrontati nel decalogo anche quello della regolamentazione e ampliamento delle competenze delle guardie particolari giurate zoofile volontarie. Figure fino a qualche tempo sconosciute ma con “un ruolo fondamentale, perché – ha continuato a spiegare Veronica Anastasio – in collaborazione con i cinofili e le forze dell’ordine danno quella mano in più nell’affrontare problemi come i maltrattamenti o i combattimenti, che sono all’ordine del giorno”. Come importanti sono anche le associazioni, perché, ha aggiunto la responsabile Oipa sezione Palermo, “sono quelle che conoscono il territorio e lo vivono. Noi siamo quelli che stiamo in strada e viviamo l’emergenza giornalmente, abbiamo un po’ di contezza in più rispetto a chi le vive da fuori”.

E sulla scia delle triste vicende che negli ultimi tempi hanno segnato la Sicilia, tra tutti l’uccisione di una trentina di cani randagi a Sciacca, il riferimento non poteva che cadere anche sul problema del randagismo. Secondo Veronica Anastasio, “è il tema principale da affrontare e il primo metodo da utilizzare è quello della sterilizzazione“. “Urge – ha infine aggiunto la responsabile Oipa – un piano di controllo e di informazione che sono alla base. Controllo ce ne è stato troppo poco e le responsabilità sono state prese troppo sotto gamba fino ad ora. Si è dovuto arrivare al caso eclatante per finalmente svegliare le coscienze”.