D’Alcamo: “Ecco perché si può essere leghisti in Sicilia”

Si può essere leghisti in Sicilia? Santo D’Alcamo non ha dubbi: “Certo che sì. Bisogna lasciare a casa i pregiudizi per capire i motivi che hanno spinto molti che fanno politica a unirsi alla Lega di Matteo Salvini. Unico partito, a mio avviso, che combatte la battaglia per la valorizzazione dei territori“.

Assessore comunale a Monreale, D’Alcamo ha nel mirino Roma: numero 2 della lista dietro a Giulia Bongiorno che però è anche candidata in altri 5 collegi in Italia. Se in Sicilia scatterà il seggio lo sbarco in Parlamento potrebbe non essere più soltanto un sogno.

“La Lega – sottolinea D’Alcamo – ha avuto il merito di puntare su chi possiede esperienza di amministrazione, perché solo chi ha ogni giorno il confronto con i cittadini sa coglierne e interpretarne le esigenze. E oggi se si vuole fare politica in maniera efficace, diventa essenziale essere punto di riferimento della propria comunità”.

Da Monreale a Salvini il salto non appare azzardato, almeno ascoltando la ricostruzione di d’Alcamo. “Monreale al tempo di Guglielmo II ha saputo far convivere, per la prima volta nella storia, i bizantini e la civiltà mediterranea. Oggi in Sicilia possiamo aspirare ad essere ancora una volta punto d’incontro e di sintesi di culture apparentemente diverse. Perché ciò che dice Salvini è condivisibile e attuale anche nella nostra terra”.

Alla vigilia del voto l’ottimismo è pari alla stanchezza “per avere girato gli oltre 200 Comuni che compongono il collegio del Senato nel quale sono candidato. E avere ascoltato la gente mi consente di essere ottimista perché di fronte alla concretezza della nostra proposta è caduto ogni genere di pregiudizio“.