Lucio Dalla, sei anni senza un poeta

Spesso, quando di parla di Lucio Dalla, si finisce con il tirare fuori la parola “genio”. Pensiamo sia più giusta la parola “poeta”. Perchè Dalla, al di là delle sue stralunate e meravigliose stravaganze (dai balletti ai look) è stato principalmente un autore di struggenti e indimenticabili melodie, uno dei più raffinati depositari della canzone autoriale italiana, al pari di De Andrè, Guccini, Tenco, e pochi altri.
Sono già volati sei anni, da quando ci giocò lo scherzetto all’hotel di Montreaux, con quell’ultimo gesto inaspettato, dopo averlo visto e ammirato appena poche settimane prima a Sanremo.
Oggi, nel 2018, sarebbe curioso sapere cosa canterebbe e scriverebbe Lucio. Lui, sempre così polemico con le cose che non andavano in Italia, ne avrebbe avuto di materiale. Che note butterebbe giù per parlare dei migranti, della mala politica, della morte civile di questo paese allo sfascio. Probabilmente stupirebbe ancora una volta e farebbe tutt’altro disco, mettendoci quello che avrebbe voluto lui e non lasciandosi condizionare da elementi esterni. Del resto, quando tutti si aspettavano una cosa da lui, Dalla andava subito in direzione opposta, al rifugio dalla banalità e dal conformismo. [Leggi tutto]