Per parlare alla pancia, occorre che la voce venga dalla pancia, come per il ventriloquo di Radio Days

È partito il countdown per il grande spettacolo della mezzanotte del 4 marzo. La piazza mediatica è affollata da molta gente, ma non tutti aspettano quel minuto con il medesimo stato d’animo.
Ogni primo gennaio tutti fingiamo o, comunque, accettiamo di essere felici e fiduciosi. Ci mischiamo ad una folla variopinta ed eccitata partendo dalla convinzione che per un minuto almeno saremo tutti fratelli, tutti uniti nella gioia e nella speranza. Ci mettiamo buffi copricapo, fiondiamo le stelle filanti, ci abbracciamo anche con il panellaro all’angolo o con la vicina della cognata. Tutti siamo o fingiamo di accingerci a iniziare un anno migliore di quello che ci siamo lasciati dietro. E quindi brindiamo con bicchieri di plastica non riciclabile come fossero “lieti calici”, flûte di baccarat, magari ricolmi di Cinzano frizzante dolcetto.
Ma all’appuntamento con Vespa o Mentana alla mezzanotte del 4 marzo il pezzo di umanità interessata andrà con differenti interessi e con contrastanti sensazioni. Ci sarà una parte che da tempo ha deciso di non godere di un diritto democratico.
Un’altra parte è incerta, delusa, non informata sufficientemente sul se o perché mettere una crocetta su un simbolo. Infine c’è la parte che ha deciso; che sa quale simbolo preferire, vuoi per nobili e precisi motivi, vuoi per quello “scambio di prestazioni” che, soprattutto nel Mezzogiorno, è molto diffuso.
E’ a questo segmento che voglio riferirmi. E’ una parte numerosa e accanita. Grida, insulta, esulta, suda, si appassiona, si aggrappa al sogno da biglietto di lotteria. Onestamente c’è da dire che questo fenomeno non è la causa della confusione e del degrado pericoloso del sistema politico e istituzionale che l’Italia attraversa; ma è l’effetto della venticinquennale paralisi della politica italiana (la cosiddetta Seconda Repubblica nata da Mani Pulite e dalla caduta del Muro di Berlino). E’ il movimentato esercito del “uno vale uno che è uguale a uno non vale nessuno”. E’ la costellazione di stelle che ha acquistato visibilità in modo inversamente proporzionale alle condizioni visive del cielo della politica. [Leggi tutto]

Arafet, cittadino italiano di origine tunisina morto ad Empoli

Arafet. Usb su morte del trentenne di origine tunisina durante un controllo di Polizia a Empoli

Arafet Arfaoui è morto d’infarto dopo essere stato fermato dalla Polizia, intervenuta in seguito all’alterco per un biglietto da 20 euro ritenuto falso con il proprietario di un money transfer, dove si era recato per inviare dei soldi alla sua ...
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Muos Niscemi

Cangemi, PCI: la lotta contro il MUOS continua

CGA dice sì al Muos. Dichiarazione di Luca Cangemi, segreteria nazionale del Partito Comunista Italiano La sentenza del Consiglio di Giustizia Amministrativa, che conferma l’autorizzazione a installare nel territorio di Niscemi la macchina di guerra e devastazione ambientale chiamata MUOS, non ...
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Parlami di musica...e non andare via, di Valentina Frinchi

Nuova edizione del libro “Parlami di musica…e non andare via”, dal Rock progressive al Jazz di Valentina Frinchi

È palermitana, classe '71, Valentina Frinchi, la "Signora degli eventi" che nel 2016 ha pubblicato il suo primo lavoro come scrittrice con la passione per la musica nel Dna. "Parlami di musica... e non andare via" - dal Rock progressive ...
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Fabio Citrano suca a Salvini

Fabio Citrano e il suca a Matteo Salvini, il fascicolo al consiglio di disciplina dell’Ordine dei giornalisti

Caso Citrano-Salvini al consiglio di disciplina, l'Odg Sicilia: maggiore continenza sui social Il Consiglio dell'Ordine dei giornalisti di Sicilia, riunito oggi a Palermo, ha deliberato l'invio al Consiglio di disciplina territoriale del fascicolo relativo al caso del collega Fabio Citrano ...
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