Formazione professionale, c’è il sì di Sicindustria

“Confindustria ha sempre chiesto una formazione professionale tarata sulle esigenze del mondo del lavoro. Sembra un buon segnale”. A dirlo è Alessandro Albanese, vicepresidente vicario di Sicindustria, a proposito del nuovo corso della formazione professionale in Sicilia tracciato ieri da Roberto Lagalla.

Tra i temi che sono stati posti, c’è quello delle nuove figure professionali da formare. Quali erano le figure professionali formate in passato che poi risultavano meno spendibili nel mercato del lavoro?
“Non ci sono figure professionali non spendibili, ma non in aderenza con le esigenze del tessuto produttivo della nostra regione. È inutile formare legioni di estetisti se il mercato richiede ebanisti. E poi un tema centrale: la qualità della formazione. I corsi in passato servivano soprattutto all’immenso bacino degli operatori della formazione”.

Quali invece le nuove figure da formare di cui il mondo del lavoro ha più bisogno?
“Figure nei settori della metalmeccanica, ebanisteria, nell’agroalimentare. E riguardo al metodo, la migliore formazione è all’interno delle aziende. E i voucher spendibili in azienda sono una grande opportunità. L’esperienza in azienda vale molto più di tante ore in classe. Anche perché chi lavora in un’impresa assorbe la cultura d’impresa. E può essere un futuro imprenditore”.

Saprebbe individuare un punto di forza di questo nuovo modello di formazione rispetto al passato?
“In assoluto il raccordo col mondo del lavoro. Il punto di forza è saper rispondere alla domanda di un sistema economico. Non c’è solo l’ascensore sociale, c’è anche quello economico. La storia dell’impresa italiana è fatta di apprendisti che sono diventati grandi imprenditori”.

E la criticità maggiore? L’aspetto, insomma, che la convince meno o che le lascia i maggiori dubbi?
“L’importante è che ci sia un confronto con gli addetti ai lavori, e dunque con noi. Aspettiamo, sperimentiamo. Vediamo come funziona. E poi ne parliamo”.