Ferrandelli, l’ultima provocazione: “Orlando, dal 1980…”

Le slide sono apparse sui social di tantissimi utenti, a seguito di un’operazione di sponsorizzazione per rilanciare la sua attività politica. Dopo mesi di silenzio, torna a farsi sentire Fabrizio Ferrandelli, candidato sindaco sostenuto dal centrodestra alle scorse amministrative nel capoluogo regionale. Scaricato dal commissario forzista, Gianfranco Micciché, all’indomani della débâcle alle amministrative, Ferrandelli sembrava aver ricucito coi dem, candidando alcuni esponenti del suo movimento nelle liste di centrosinistra a sostegno di Micari, mentre – dall’altra parte – esponenti dei coraggiosi correvano nelle liste a sostegno di Musumeci. Il claim della nuova campagna di comunicazione lanciata da Ferrandelli è “Orlando, since 1980” (dal 1980, ndr). Da lì i Coraggiosi e il loro leader declinano le criticità dell’amministrazione comunale, dai rifiuti ai cantieri, fino al tema delle periferie.

Ferrandelli, tecnicamente lei e Orlando sareste nello stesso partito.
“Assolutamente no, io dal Pd ne sono uscito nel 2015 e non sono mai più entrato. Anzi, ho resistito alle richieste di candidature sia alle regionali che alle nazionali, da parte di diverse forze politiche. Comunque sono uno che aveva preso 90mila voti alle comunali. L’ho ritenuto un segnale di coerenza con le dimissioni dall’Assemblea Regionale. Con progettualità e rispetto del mandato sono rimasto a fare opposizione a Palermo, senza la volontà di distruggere”.

In che senso?
“Che abbiamo scelto di non partire da guerrafondai. Ma dopo 9 mesi è tempo di bilanci. Abbiamo avuto una posizione di attesa, sperando che l’amministrazione facesse attenzione alle tante emergenze di questa città. Ma quando abbiamo capito che l’amministrazione era solo interessata a posizionamenti politici, abbiamo deciso di cominciare a rimarcare le criticità, insomma la nostra è un’operazione verità”.

Sì, ma Micciché l’ha scaricata subito dopo le elezioni. I Coraggiosi, adesso, da che parte stanno?
“Sostanzialmente continuiamo a sostenere quello che prima di altri avevamo già intuito alle amministrative. Nove mesi fa abbiamo anticipato quella stessa convergenza d’intenti tra moderati e progressisti, che probabilmente starà insieme a Roma a partire dal 5 marzo. Per quanto ci riguarda, ci occupiamo di città. Non vogliamo dare altra confusione ai nostri elettori, ma punti di certezza. Poi chiaramente ognuno di noi andrà alle urne, ma non potrà andare molto lontano dal nostro passato”.

Quale passato? Lei è stato candidato sindaco sia col centrosinistra che col centrodestra.
“Per me sono interlocutori coloro che si riconoscono nei valori del partito popolare europeo e delle forze progressiste”.

Intanto però la sua sembra essere l’unica opposizione a Orlando.
“Lo è. La mia è l’unica opposizione a Orlando. Questo sindaco è stato capace di scappare subito da Palermo cercando altri posizionamenti, senza aver dato un indirizzo né alla nuova giunta, né alla nuova maggioranza, che infatti è allo sbando. In questo contesto è chiaro che saremo intransigenti”.

Qual è invece il suo giudizio sul governo Musumeci?
“Non si può valutare un governo in quattro mesi, anche alla luce del fatto che di mezzo c’è stata un’altra campagna elettorale che inevitabilmente ne ha rallentato l’operato. Resta il fatto che qualsiasi governo non potrà far peggio di Crocetta. Per il resto stiamo a vedere, io con Musumeci ho un buon rapporto, sono stato suo vice per tre anni in commissione Antimafia, ci conosciamo bene. So che se lui vuole, può fare molto bene”.

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