Schifani bocciato. E che sorprese nelle pagelle dei senatori siciliani

Se Atene piange, Sparta non ride. Dopo i dati impietosi sulla produttività dei deputati eletti in Sicilia nell’ultima legislatura, ormai alle battute finali, non va meglio guardando la classifica basata sull’indice di produttività dei senatori. Lo studio condotto da Open Polis, anche in questo caso, è aggiornato allo scorso primo febbraio e non tiene conto dell’attività del presidente d’Aula (in questo caso Pietro Grasso) e dei parlamentari subentrati negli ultimi mesi.

Ultimo tra gli eletti in Sicilia, in 300esima posizione, è l’ex presidente del Senato, Renato Schifani, Forza Italia, con un indice di produttività di 35 punti. Lo seguono in posizione 284 Mario Ferrara, (Gal-Udc) con 53 punti; Bruno Alicata (Forza Italia) in 280esima posizione. Chiudono la top five in negativo Antonio Scavone (258esima posizione) e Giuseppe Ruvolo (257esima) con 80 punti ciascuno.

Anche in questo caso, come per la Camera, la maggioranza degli eletti in Sicilia finisce nella seconda metà della classifica di produttività: soltanto in 7 rientrano nei primi cento senatori produttivi. Restano nella zona grigia volti noti della politica siciliana, da Corradino Mineo (226esimo) ai forzisti Vincenzo Gibiino ( 223) e Francesco Scoma (189). E ancora, Simona Vicari (173), Fabrizio Bocchino (151), Mario Giarrusso (140), Francesco Campanella (114).

Si salvano tra i primi cento, appunto, in 7: di questi, i siciliani a stare tra i 50 senatori più produttivi della legislatura sono soltanto in tre. Giuseppe Lumia (Pd) in 48esima posizione con 481 punti; Bruno Mancuso (Ap) in 42esima posizione con 509 punti di produttività e il forzista Antonio D’Alì, primo tra i siciliani in 14esima posizione, con un indice di produttività pari a 815 punti.

Insomma, se alla Camera la Sicilia può vantare almeno uno tra i propri rappresentanti nella parte alta della classifica, al Senato il rappresentante dei siciliani nella posizione più in alto si ferma fuori dalla top 10.