“Palermo – Aleppo, un ponte per la pace”, per ricostruire il cuore della città siriana

Al via il progetto “Palermo – Aleppo, un ponte per la pace”, per far rivivere, grazie a una equipe di ingegneri e ed esperti italiani in collaborazione con gli operai locali, il cuore della città siriana devastato negli anni dalla guerra. In particolare, per ricostruire le oltre 500 botteghe del suq coperto, col dedalo di stradine risalente al 1300, distrutto il 24 aprile 2013 insieme alla moschea degli Omayyadi, del XIII secolo. Un progetto di ricostruzione che punta a lanciare un messaggio di riconciliazione in occasione di Palermo capitale italiana della Cultura. L’iniziativa verrà presentata in anteprima mondiale il prossimo 2 marzo, alle ore 11, presso il Palazzo delle Aquile del capoluogo siciliano.

Il progetto, interamente finanziato dall’agenzia “Aga Khan Trust for Culture”, nata per far rinascere i Paesi in via di sviluppo, sarà presentato da Radwan Khawatmi dell’Aga Khan Islamic Museo di Toronto in Canada, insieme al sindaco Leoluca Orlando e all’assessore alla Cultura Andrea Cusumano. Sarà un antico Corano in foglia d’oro, parte della collezione personale dello stesso Khawatmi, a suggellare questo “gemellaggio di pace”, e a integrare il progetto un eccezionale documentario che mostra le immagini riprese dai droni tra le macerie siriane. Radwan Khawatm presenterà anche le stime aggiornate sui monumenti distrutti in Siria dall’inizio della guerra.

I lavori per il restauro del suq Al-Saqatiyya sono già partiti a inizio febbraio con la rimozione dei detriti, e dovrebbero durare fino a settembre. Intanto procedono anche i piani di restauro del minareto, con l’obiettivo di coniugare la costruzione originale con i moderni requisiti antisismici.