Ancora casi di cani avvelenati e impiccati in Sicilia

Ancora cani uccisi in Sicilia. Dopo la strage di randagi avvenuta alcuni giorni fa a Sciacca in provincia di Agrigento, avvelenati, come hanno rivelato le indagini, con un potente insetticida e per cui domenica scorsa le associazioni animaliste hanno anche tenuto un corteo, altri avvelenamenti si sono verificati a Paternò in provincia di Catania, dove avrebbero perso la vita alcuni cani di proprietà, come pure a Licata, sempre nell’Agrigentino. Non solo. Sul proprio sito la LNDC Animal Protection dà notizia anche di quattro randagi trovati impiccati a Rosolini, in provincia di Siracusa. Solo un paio di settimane fa, un altro cane a Campobello di Mazara aveva fatto questa stessa fine.

“Purtroppo – dichiara Piera Rosati presidente di LNDC Animal Protection – queste storie sono all’ordine del giorno in Sicilia e, mi dispiace dirlo, sono il sintomo di una società senza empatia e senza rispetto”. Proprio in questi ultimi giorni, inoltre, a Palermo gli animalisti hanno lanciato l’allarme su bocconcini avvelenati in diverse zone della città.

Oggi, 27 febbraio, il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, incontrerà i rappresentanti delle associazioni animaliste maggiormente rappresentative in Sicilia e i vertici dei Servizi veterinari dell’assessorato della Salute per confrontarsi sul tema del randagismo nell’Isola. “Vogliamo capire – annuncia in una nota Musumeci – se c’è qualcosa che non va nella legge 15/2000 e quindi bisogna procedere con una modifica della norma o se non hanno funzionato i controlli e gli adempimenti che ogni soggetto chiamato in causa avrebbe dovuto compiere”.

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