Legambiente: “In Sicilia un edificio su 4 è in stato mediocre o pessimo”

In Italia si contano 11,9 milioni di edifici residenziali – il 79,3% degli edifici totali – con 30,6 milioni di abitazioni. Di questi, sono oltre 2 milioni gli edifici residenziali in mediocre e pessimo stato di conservazione e rappresentano il 16,8% del totale. Lo stato di conservazione è inversamente correlato con l’età degli edifici e, secondo un’analisi svolta dal CRESME sulle epoche di costruzione del patrimonio edilizio, la grande maggioranza è stata realizzata fino ai primi anni ’90, con 10,43 milioni (87,6%).

In Sicilia, esistono quasi 375 mila edifici residenziali in stato mediocre e pessimo, si tratta di 1 edificio su 4, oltre il 26% del patrimonio edilizio abitativo della regione che Legambiente, attraverso la campagna Civico 5.0, presentata a bordo del Treno Verde, il convoglio ambientalista di Legambiente e del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, realizzato con la partecipazione del Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare, “vuole efficientare”.

Innovazione ambientale, efficientamento energetico in edilizia, condivisione e sharing economy, ma anche agevolazioni fiscali e vantaggi ambientali. Sono questi i temi al centro di Civico 5.0, un altro modo di vivere il condominio, pensata per sensibilizzare cittadini, amministrazioni e costruttori sull’importanza di un nuovo modello di vivere e progettare i condomini e i suoi spazi; dando consigli utili e strumenti concreti per migliorare la qualità della vita dei palazzi condominiali, per capire come abbattere i costi in bolletta e dire ‘basta’ a alle case colabrodo.

I tecnici di Legambiente, prima dell’arrivo del Treno Verde in Sicilia, hanno realizzato un’indagine termografica in quattro appartamenti di due diversi condomini a Bagheria, e in uno di questi anche un’analisi dei consumi energetici elettrici. Sui quattro appartamenti, i problemi sono evidenti e comuni: dispersioni termiche da pilastri, travi, infissi e dalle pareti perimetrali, da cui molto spesso è visibile l’impronta rilasciata dal calorifero. Nell’appartamento in cui è stata effettuata anche l’analisi dei consumi elettrici, il risparmio per la famiglia potrebbe essere pari a circa il 20% dell’attuale spesa se si efficientassero i consumi attraverso la riduzione degli sprechi e la gestione dell’energia.

Alle case e agli appartamenti colabrodo, poi, si affiancano i problemi dei costi che gravano sulle famiglie italiane: oltre 2 mila euro tra elettricità, energia termica e mobilità. Costi che possono essere notevolmente ridotti anche grazie agli incentivi dell’ecobonus e sismabonus che consentono di detrarre le spese.

I risultati del monitoraggio scientifico effettuato dai tecnici di Legambiente dimostrano, con un’analisi a campione delle abitazioni, come e quanto sia possibile intervenire portando vantaggi immediati in termini ambientali, economici e di qualità di vita.

“Condomini poco efficienti dal punto di vista energetico si trasformano in veri e propri complessi energivori che sprecano moltissima energia termica per riscaldare le abitazioni – spiega Katiuscia Eroe, responsabile energia di Legambiente – Serve un piano per la riqualificazione del patrimonio edilizio pubblico e privato al fine di migliorare la qualità di vita delle famiglie. È opportuno che queste diventino consapevoli del loro peso energetico e delle opportunità previste per i prossimi quattro anni. La Finanziaria 2017 ha introdotto incentivi per l’efficientamento energetico e la riqualificazione antisismica validi fino al 2021 cui accedere per realizzare interventi nei condomini, con detrazioni fiscali fino all’85%, e questa è una delle detrazioni più alte anche in Europa, e un’assoluta opportunità per le famiglie, anche per quelle in difficoltà. La novità del 2018 è inoltre la possibilità della cessione del credito ad ESCO (Energy Service Company), banche o imprese che realizzano l’intervento così da permettere anche alle famiglie con limitate possibilità di spesa di realizzare questi interventi che, di fatto, ampliano le possibilità di rinnovare il patrimonio edilizio italiano con benefici in termini di vivibilità, di salubrità dell’aria e di risparmio economico”.

In Sicilia, sono stati pari a 9.358 gli interventi effettuati per il risparmio energetico a fronte di oltre 65 miliardi di euro investiti con un risparmio di 18,23 megawattora all’anno. La maggior parte degli interventi, pari a 4.640, hanno riguardato i serramenti, 2.063 le caldaie a condensazione, e 797 le pompe di calore (fonte Enea). La provincia che, invece, ha fatto i maggiori investimenti è stata quella di Palermo, con 20,9 miliardi di euro.

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