Il Palermo che non sa più segnare: a Vercelli solo un punto

La legge del calcio dice che senza tirare in porta è difficile vincere le partite. Il Palermo interrompe la serie negativa a Vercelli ma spreca un’occasione d’oro per riavvicinarsi alla vetta della classifica, pareggiando una partita di quelle che non si possono non vincere.

Il cambio di modulo e la rinuncia ad un difensore – sperando che la mossa sia definitiva – ha irrobustito il centrocampo e determinato una supremazia territoriale costante. Tuttavia, se si esclude il sinistro di Trajkovski al 93′, mai una palla gol nitida è scaturita dal possesso di palla quasi doppio dei piemontesi. Coronado ha provato nel primo tempo ha scardinare il muro avversario, partendo dalla fascia sinistra e accentrandosi per cercare anche la conclusione dalla media distanza. Ma tutti i suoi tentativi sono stati senza esito. E comunque non può più essere considerata casuale la crisi del gol che in trasferta sfiora i 500 minuti.

Tedino nel secondo tempo ha provato anche uno schema più offensivo, con Moreo a completare il trio d’attacco e Gnahorè al posto di Muravski, senza che ciò abbia sortito esito alcuno. Ormai chi affronta il Palermo ha chiaro il copione: fare densità in mezzo al campo, presidiare la fascia destra impedendo a Rispoli di trasformarsi nella più efficace arma offensiva, non consentire ripartenze. E se si ha un pizzico di buona sorte, il pareggio è il minimo garantito.

Intanto adesso occorre tornare alla vittoria, anche per difendere quel terzo posto insidiato sempre più da vicino dal Bari e dal Parma che sarà fra sette giorni l’avversario che tasterà le qualità caratteriali di una squadra alle prese con la fase più delicata della stagione senza più certezze e – cosa più grave – senza più gol.


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