Elezioni Politiche: verso il governo di una destra senza partito

Mancano poco meno di due settimane alla fatidica data del 4 marzo e l’Italia, benché in netta ripresa economica, è già allo stremo da altri punti di vista. I casi di violenza di tipo “politico”, se così si può dire, sono ormai svariate decine dall’inizio dell’anno. Il clima, per chi vuole essere ottimista, è quello degli “anni di piombo”, ovvero gli anni ’70 del secolo scorso. Per chi vuole essere pessimista, e forse più reale, il clima di oggi assomiglia a quello degli anni ’10 e ‘20, sempre del Novecento. Per lo meno a giudicare da alcuni aspetti che sembravano ormai sepolti sotto le macere e i genocidi della Seconda Guerra Mondiale: come il razzismo. Ma anche, come negli anni ’10 immediatamente precedenti alla Prima Guerra Mondiale, nel nazionalismo che non vede al di là del proprio naso.

Perché, sebbene negli anni ’70 si scontravano ideologie di estrema destra e sinistra con la violenza per strada, non c’era, nell’Italia degli anni ‘70, un rigurgito di razzismo così ampio come quello di oggi: tipico degli anni ’10, ’20 e ’30 del Novecento. Né l’appartenenza all’Europa, negli anni ’70, era messa in discussione. Anzi.

L’Italia, da alcuni punti di vista, non rischia di tornare indietro di quasi 100 anni. Il rischio presuppone un’eventualità, una possibilità. Ma da ciò che si vede in quanto a odio razzista diffuso e, purtroppo, propagandato da esponenti di partiti più o meno grandi, questo rischio è ormai un dato di fatto. Non è un rischio, è una realtà.
Che lo si ammetta o no, i discorsi di determinati politici, soprattutto nello schieramento di centrodestra, ricordano fin troppo quelli dei razzisti del Novecento negli anni ’20 e ‘30. Poco ci manca, e ci sarà la proposta di un nuovo “manifesto della razza italiana” da sottoscrivere, più o meno volontariamente. Magari con connotazioni esteriori completamente inventate: capelli biondi e occhi azzurri, a prestito da altri Paesi situati a settentrione dei confini italiani. Come negli anni bui del secolo scorso, il tutto è condito con discorsi di odio che utilizzano la religione a fini politici e discriminatori. Come negli anni ’30, ci si propone di trattare le popolazioni africane con violenza, dispregio e razzismo, magari condendo tutto ciò con un ignorante impeto “religioso”, ma che di religione cristiana ha meno di nulla. [Leggi tutto]

A tinte forti, Parco delle Madonie

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