La Regione all’Inps: “Pagheremo, ma i conti non tornano”

“La Regione ha tutta l’intenzione di pagare il suo debito con l’Inps, ma prima deve essere chiaro a quanto ammonta perché i conti non tornano”. È questa, in sintesi, la posizione dell’assessore regionale alla Famiglia, Mariella Ippolito, che a inizio febbraio si è incatenata per protesta davanti la sede romana dell’istituto di previdenza per il mancato pagamento dei sussidi agli ex pip. Una vicenda finita sulla stampa nazionale per via di un titolo d’apertura del quotidiano Libero che dava dei fannulloni all’esercito dei precari socialmente utili in Sicilia.

“Sono 9000 in tutto – conferma l’assessore al Gazzettino di Sicilia – e a differenza di quanto affermato dal quotidiano diretto da Feltri, sono interamente pagati dalla Regione, che ha attivato una convenzione con l’Inps, la quale fa soltanto da tramite e che per questo motivo viene pagata dall’amministrazione regionale 4 euro per ciascuna busta paga”.

La vicenda è nota e risale a diversi anni fa, quando i lavoratori socialmente utili incrociarono le braccia, chiedendo alla Regione di essere stabilizzati. Naturalmente la Regione non aveva alcuna possibilità di stabilizzarli e inoltre, almeno ai tempi (tra il 2013 e il 2014) mancava anche la volontà politica di farlo. La soluzione per continuare ad erogare il sussidio, senza alimentare false speranze di future stabilizzazioni, alla Regione è sembrata quella di erogare i fondi, “blindandoli” però col passaggio dall’Inps. Naturalmente stipulando una convenzione annuale (e rinnovabile) che prevedesse anche un corrispettivo per l’istituto previdenziale.
Così eccoci ai nostri giorni e a quella convenzione che qualcuno ventilava potesse essere stata rinnovata per soli tre mesi. “Ho ricevuto rassicurazioni dall’Inps – spiega ancora Ippolito al Gazzettino – la convenzione è sicuramente annuale”.

Il tema resta invece la verifica dell’ammontare del debito della Regione siciliana nei confronti dell’Inps. “Inizialmente – precisa l’assessore alla Famiglia – si è parlato di una cifra che supera i 140 milioni di euro. Ma i conti non tornano. Con questo sistema, l’Inps eroga i sussidi a 9000 precari, percependo 4 euro a busta paga. Significa circa 36mila euro al mese, che in un anno si traducono in circa 430mila euro. Fermo restando che i sussidi sono invece versati dalla Regione all’istituto previdenziale. Risulta complicato, insomma, capire come si sia arrivati a un debito da 140 milioni. Dall’Inps dicono che è successo anche che l’istituto, per ragioni di ordine pubblico, abbia anticipato le somme che avrebbe dovuto erogare la Regione, ma in ogni caso bisogna verificare per quanto tempo questa pratica abbia avuto luogo. Stiamo facendo le opportune verifiche, speriamo di venirne a capo nel minor tempo possibile. In ogni caso – conclude Ippolito – rassicuriamo i lavoratori: dall’Inps hanno garantito che i sussidi continueranno ad essere erogati. Dal canto nostro, come Regione, una volta verificato il debito, definiremo un piano di rateizzazione per saldarlo. Siamo siciliani, siamo abituato ad onorare i nostri debiti”.

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