Acqua, Orlando: “Dati statistici mostrano che se la gestione degli invasi è efficiente non serve turnazione”

“Secondo qualcuno già a gennaio del 2017 e con soli con quattro giorni di preavviso l’Amap avrebbe dovuto avviare la turnazione della distribuzione idrica a Palermo e in provincia. Invece grazie proprio alla professionalità e all’efficienza dell’Amap e alla collaborazione di tutti i Comuni che ne sono soci, è stato possibile risparmiare alla nostra comunità e ai nostri cittadini provvedimenti sicuramente dannosi. Questo è stato possibile perché l’azienda pubblica Amap, pur in un quadro di efficienza di gestione e contenimento dei costi, ha messo al centro della propria attività i diritti dei cittadini e il principio inderogabile dell’acqua come bene comune ed universale”. Queste le parole del sindaco di Palermo, nonché presidente di Anci Sicilia, Leoluca Orlando, commentando il rilascio dei dati statistici sulle piovosità a Palermo negli ultimi 4 anni e quelli relativi al bilancio idrico degli invasi che servono la città nel mese di febbraio 2018. Frasi che allontanano la possibilità della turnazione dell’acqua e rilanciano l’attacco alla Regione sulla gestione del settore.

“I dati ci mostrano chiaramente che se da un lato è vero che vi è una drastica riduzione delle precipitazioni, dall’altro, se non vi fosse stata per anni una gestione disastrosa ed una politica confusa da parte della Regione, oggi tutti gli invasi sarebbero comunque pieni, efficienti e sufficienti per far fronte alle necessità del territorio. Tutto ciò è la conferma della necessità di una gestione interamente pubblica ed efficace che metta al riparo da sprechi, inefficienze e opacità della gestione privata. L’amministrazione comunale di Palermo insieme all’Amap e agli altri Comuni che ne sono soci continuerà a far tutto quanto necessario per evitare disservizi agli utenti”.

“Il commissariamento – conclude Orlando – con la dichiarazione di stato di calamità trova una azienda pronta a contribuire con professionalità e trasparenza anche per sopperire alle carenze più che decennali della gestione regionale. Ci auguriamo che scelte scellerate come quella di buttare a mare 40 milioni di metri cubi di acqua della diga Rosamarina, avvenuta tra il 2016 e il 2017, non si ripetano mai più perché sono un insulto a tutti i siciliani e alle necessità del nostro territorio”.

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