Ex-Fiat Termini Imerese, incontro a Roma con Blutec. Slitta l’inizio delle nuove attività

Delusione dei lavoratori dopo l’incontro nella sede del Mise a Roma tra le parti sociali, il Ministero, la Regione, il comune di Termini Imerese e Blutec. La società del gruppo Metec, cui sono stati concessi finanziamenti erogati da Invitalia per un progetto di rilancio dell’ex stabilimento FIAT di Termini Imerese, dovrebbe avviare un centro di ricerca e sviluppo per la mobilità sostenibile e di produzione di batterie a ioni per le autovetture elettriche, che stenta a decollare. All’incontro erano assenti esponenti del governo della Regione, rappresentata solo da due funzionari.

La società Blutec avrebbe dovuto dare informazioni sui tempi di attuazione del piano che nella prima fase prevede investimenti per 22 milioni con l’occupazione di 170 lavoratori entro settembre 2017 e il rientro di altri 80 entro la fine del 2017, in cui dovrebbe iniziare l’attività di l’allestimento del Doblò con motore elettrico e la produzione di moto per Poste Italiane. Commesse che comunque non danno garanzie per il futuro della fabbrica.

La Blutec ha riformulato il progetto su Termini Imerese “indicando tempi più lunghi per l’avvio delle attività principali e l’ingresso di tutti i lavoratori, non più la fine del 2018 ma entro il 2019”, affermano Ludovico Guercio, segretario Fim Cisl Palermo-Trapani e Giuseppe Liuzzo Rampino, Rsu Fim Cisl. “Così facendo, se entro l’anno si garantisce l’ingresso di 20 operai a marzo e altri 100 entro l’ultimo trimestre, dovranno restare in attesa per un anno 450 tute blu. I lavoratori sono stanchi di queste interminabili attese”.

L’azienda ha confermato le previste attività di elettrificazione dei Doblò, dei due ruote delle Poste ma non solo. “C’è in ballo anche una commessa con degli imprenditori provenienti dalla Cina, ma – spiegano i due sindacalisti – siamo preoccupati di questo slittamento dei tempi per entrare a pieno regime. L’azienda ha chiesto al Ministero del Lavoro la proroga della cassa integrazione per altri dodici mesi per non lasciare scoperti i lavoratori in attesa di rientrare, ma questi ritardi non sono più tollerabili”.
Intanto otterranno la mobilità in deroga i lavoratori della Lear, azienda dell’indotto, ma restano senza alcuna copertura invece i circa 70 dipendenti della Bienne Sud. “Questi lavoratori – conclude Leonardo La Piana segretario Cisl Palermo-Trapani – non hanno alcuna certezza sul futuro occupazionale. Non è concepibile che dopo quattro anni si parli ancora di slittamento dei tempi per far partire il ciclo produttivo della fabbrica. Le istituzioni facciano di più cercando anche altri possibili investitori per l’area industriale di Termini e si vada avanti con l’accordo quadro che stanzia 150 milioni di euro per le infrastrutture per rendere più funzionale e attrattiva tutta la zona”.  Il prossimo incontro sarà fissato per la metà del mese di marzo.

Dario Fidora

Direttore editoriale