Quando il fotoreporter è nemico della contentezza

Il fenomeno con cui si taccia come denigratore paradossalmente proprio chi denuncia ostinatamente i malfatti, quello che non va ma che andrebbe risolto, rientra in ciò che a Palermo viene descritta come sindrome del “nemico della contentezza”.

La Cubola
La Cubola (detta anche Piccola Cuba) è un piccolo edificio arabo-normanno di Palermo edificato nel 1184. Il monumento rientra tra quelli inseriti nell’Itinerario Arabo-Normanno di Palermo, Cefalù e Monreale come Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.

Ne è un esempio il fotoreporter Franco Lannino, palermitano doc, profondamente innamorato della sua città, al punto da non saper resistere a fotografare ogni stortura in cui si imbatte percorrendo in lungo e in largo in vespa le sue strade.

“Potrei dire che fotografare i misfatti è una deformazione professionale. Mi accorgo che talvolta gli eventi che comunico per immagini condividendoli via social vengono percepiti con insofferenza. Purtroppo mi trovo a denunciare tante situazioni di degrado, incuria, sporcizia, causate sia dal cattivo comportamento dei miei concittadini che dalla scarsa attenzione della pubblica amministrazione. Probabilmente c’è chi pensa che un atteggiamento positivo sia rappresentare solo quello che va bene, anziché denunciare quello che non va. Non vedo come sia possibile cambiare o migliorare qualcosa su cui si percepisce una generale disattenzione senza segnalarlo. Strade sfossate, rifiuti dappertutto, monumenti abbandonati, cerco naturalmente di portare tutto all’attenzione di chi ha modo di provvedere. Anche perché penso che denunciare ciò che non funziona sia un esempio importante per sensibilizzare anche lo spirito civico di tutta la comunità.
Palermo avrebbe bisogno di diventare una “città normale”, con pubblica amministrazione e cittadini impegnati reciprocamente a dare il buon esempio per curare nel modo migliore tutti gli aspetti di questa che potrebbe essere veramente una Capitale della Cultura, ma soffre di sindrome di abbandono a partire dalle sue necessità elementari”.

Munnizza

Dario Fidora

Direttore editoriale