Palermo, rambla e passìo. E la nuova Porta d’Amari

Via Amari è già un “passìo”. È la Porta di Palermo per le frotte di turisti che sciamano dalle enormi navi di crociera che attraccano al Porto. Eppure si lascia che questa importante via d’accesso comunichi, come prima impressione a chi entra direttamente nel cuore di una Città in sé splendida,  una “capitale della cultura” disperatamente dimessa e sporca. Ma c’è un progetto di riqualificazione, cantierabile e a costo zero

Il Passìo di Palermo torna ad essere un tema di attualità. Trasformare via Amari in rambla, un viale pedonale centrale alberato con due carreggiate laterali per transito di veicoli privati, bus e tram, potrebbe essere possibile da subito, e proprio nell’anno in cui la Città è “Capitale Italiana della Cultura”.
Non a caso, quello della rambla di Palermo è un argomento ricorrente in tempo di elezioni. L’imprenditore Tommaso Dragotto, qualche giorno fa ha ricordato di aver proposto un progetto che riguardava via Libertà in occasione della sua candidatura a sindaco di Palermo nel 2012. Anche Ugo Forello, candidato sindaco Cinque Stelle nel 2017, aveva incluso nel suo programma elettorale la realizzazione di una nuova “Porta Felice” e la ciclo-pedonalizzazione dell’intero asse stradale dall’imbocco del Porto, dove attraccano le navi da crociera, fino a Piazza Castelnuovo. Ne continua a sostenere con convinzione la validità anche Fabrizio Ferrandelli in Consiglio comunale.

Ma l’idea originale di fare di via Amari il Passìo di Palermo è da attribuire all’architetto Salvatore Palmeri (Istud Design) che ha proposto il suo progetto al Comune fin dal 2015, raccogliendo subito interesse e consensi tra imprenditori ed esercenti locali e il parere positivo dell’Ottava Circoscrizione di Palermo.
Mentre cominciano i lavori per la metro nella zona di piazza Politeama, la riapertura del tratto finale di via Amari renderebbe ora possibile intervenire risistemando la parte compresa tra la via Principe di Scordia e via Francesco Crispi. I costi di realizzazione, per i quali sarebbe possibile attingere a specifici finanziamenti pubblici e UE, potrebbero in ogni caso essere immediatamente coperti a costo zero per la Città attraverso un’iniziativa di Project Financing, anch’essa proposta dallo staff della Istud Design. Il progetto, elaborato da Salvatore Palmeri, Monica Greco, Annalisa Cillari e Anna Yudina, verrebbe in ogni caso donato alla Città.

Di recente sull’argomento si è pronunciato nuovamente anche l’urbanista Maurizio Carta, presidente della Scuola Politecnica dell’Università di Palermo, supportando l’idea di una rambla lungo l’asse di via Amari che contribuisca a valorizzare anche la zona del Borgo Vecchio, trovandosi questa a ricadere all’interno dello spazio urbano compreso tra l’esistente boulevard costituito da via Libertà (nel tratto fra Piazza Croci e Piazza Politeama) e il Passìo da realizzare.

Il Passìo in via Amari a Palermo

La proposta di intervento urbanistico di Salvatore Palmeri riguarda la ridefinizione dell’intero asse stradale di via Emerico Amari, battezzato “il Passìo”, arteria di collegamento naturale tra il Porto e Piazza Castelnuovo, due luoghi emblematici per la Città di Palermo. L’implementazione della mobilità pedonale lungo questa direttrice strategica raggiungerebbe lo scopo di valorizzare le risorse commerciali locali, che vivono una situazione critica di estrema gravità.
La realizzazione del “Passìo” sarebbe di raccordo tra due punti cruciali della futura viabilità del Comune di Palermo, inserendosi tra le fermate Metropolitane M1 (via Crispi) e M2 (Politeama), enfatizzando la connessione tra il “Teatro Politeama” e il “Porto”.
“Un percorso pedonale pavimentato”, spiega Salvatore Palmeri, “si porrà lungo il rettilineo di 600 metri circa, delimitato da due strade, carrabili e tranviarie, per permettere la circolazione veicolare. Due filari di alberi a medio fusto, un sistema di illuminazione e di sedute si porranno come elementi di continuità”.

Il progetto ha ovviamente preso in esame anche l’aspetto dei parcheggi, per il quale si prospettano diverse soluzioni. A parte l’opportunità di realizzare, tra la Piazza Castelnuovo e Piazza Politeama un grande parcheggio sotterraneo, analogamente a quello che si trova di fronte al Tribunale, vi sono altri ampi spazi utilizzabili limitrofi alla via Emerico Amari, compresi tra la via Scordia e via Crispi. La presenza di tram e metro in zona è peraltro voluta proprio per alleggerire il centro città dal traffico veicolare privato.

“La distanza tra i fabbricati ai lati di via Emerico Amari”, chiarisce Palmeri, “è sufficiente a garantire l’inserimento di due marciapiedi laterali di 3 metri, ciascuno dei quali affiancato da una corsia a senso unico dalla larghezza di 3,75 metri, che garantisce il flusso regolare di auto e mezzi pubblici. Il grande viale centrale, largo circa 7 metri, si sviluppa senza soluzione di continuità da Piazza Politeama allo spazio antistante l’ingresso del Porto di Palermo”.

Il progetto prevede di realizzare all’inizio del “Passìo”, davanti l’ingresso del Porto, un piazzale pedonale con una fontana a raso e un’installazione il cui design consente la realizzazione di una copertura con elementi fotovoltaici, allo scopo di rappresentare quella che diventerebbe, come segno monumentale, la terza porta della Città dopo Porta Felice e Porta Nuova: Porta d’Amari. Un nome che è anche un gioco fonetico, suggerendo sia l’amore verso Palermo che il forte legame con il suo mare.

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Il Passìo di Palermo

VIA AMARI, Il PASSÌO DI PALERMO – Mentre cominciano i lavori per la metro nella zona di piazza Politeama, si torna a parlare della rambla di Palermo. Nel primo tratto di via Amari, appena riaperto, sarebbe ora possibile realizzare il progetto del “Passìo” proposto al Comune nel 2015 dall’architetto Salvatore Palmeri – Istud Design

Pubblicato da Il Gazzettino di Sicilia su venerdì 16 febbraio 2018

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Dario Fidora

Direttore editoriale