Boschi a Palermo rilancia sui ‘catapultati’: “Candidati per dare importanza ai territori”

Maria Elena Boschi, toscana doc candidata (anche) in Sicilia nei listini del proporzionale, rilancia sulle candidature di esponenti di partito non direttamente riconducibili ai territori di appartenenza. Interviene all’incontro organizzato nella sede dell’associazione Quarto Tempo, da quest’ultima e da Emily. “Sono scelte che i partiti fanno autonomamente, cercando di avere delle candidature che siano da un lato legate ai territori nei collegi uninominali, dall’altro anche rappresentative a livello nazionale in regioni così importanti come la Sicilia, importanti per tutto il Paese”, dice il sottosegretario. E sull’isola in particolare, Boschi ricorda la sua esperienza al G7 di Taormina: “Ho avuto modo di conoscerla durante il G7, nell’ultimo anno, con l’organizzazione del vertice, di venire spesso, e approfondire i rapporti con gli amministratori locali, con i rappresentanti locali del nostro partito”.

Moderata, dunque, sulla questione della scelta del territorio in cui candidarsi, è sulle polemiche riguardanti le pluricandidature, sia all’uninominale che al proporzionale, che Boschi punzecchia: “Anche gli altri partiti politici, come Forza Italia, hanno fatto la stessa scelta – attacca – Penso al caso di Michela Biancofiore, mia diretta competitor nel collegio di Bolzano, che è candidata nei listini del proporzionale in Emilia Romagna”.

Un modo per puntare l’avversario principale, dal quale si possono attrarre il consenso degli elettori meno convinti? A sentire il sottosegretario di fedele osservanza renziana non è così: “La sfida è ancora aperta – dice – Sia Forza Italia che Movimento 5 Stelle sono i nostri avversari, anche perché abbiamo visto che i blocchi sono abbastanza equilibrati. Crediamo di poter fare una campagna elettorale in cui parleremo al Paese – dice Boschi – in cui cercheremo di non parlare contro qualcuno: è una battaglia per presentare le nostre proposte, serie e concrete. Le nostre idee per i prossimi cinque anni, con un programma che non ha promesse strabilianti ma non mantenibili – attacca – come quelle degli altri”. E durante la conferenza ne lancia tre: Reddito garantito per legge in forma di salario minimo; aiuto ai giovani per l’alloggio dell’ammontare di 150 euro mensili e diminuire il costo della ssunzioni a tempo  indeterminato.