Palermo, ecco le cause del crollo

E all’improvviso il Palermo si scopre nudo. Tutti i limiti sono emersi, tutti in una volta nella loro reale dimensione. Una situazione che si era evidenziata in precedenza soltanto in un’altra circostanza – nella partita interna contro il Novara – e che rivela una fragilità alla quale oggi non è più possibile rimediare.

I numeri difficilmente raccontano storie diverse dalla realtà e se una squadra capolista sino a 20 giorni fa ha l’undicesimo attacco del campionato qualcosa dovrà pur dire. Da mesi si racconta una favola a cui solo gli stolti possono dare conto, sulla presunta supremazia tattica di una squadra che invece è monocorde, capace soltanto di esprimere il meglio di sé in contropiede e adesso per di più anche incapace di difendersi adeguatamente persino quando la partita si incanala sui binari più favorevoli.

Il Foggia non ha solo vinto ma ha regalato una lezione di calcio. E questo è un dato che non deve sfuggire. Dopo quasi 8 mesi di lavoro il Palermo sembra non avere una sua fisionomia di gioco, le trame sono scolastiche e ripetitive, senza le invenzioni del pur censurabile Coronado la noia è mortale. Argomento Nestorovski: l’unica spiegazione della sua permanenza a Palermo è la mancanza di richieste. E da che mondo è mondo è il mercato che fa le regole. I suoi gol a fine anno li farà ma non è giocatore capace di condizionare in positivo la fase offensiva. E l’organico offre alternative di secondo livello.

Detto questo il centrocampo non aiuta, il modulo non aiuta. L’unico che ha cambio di passo è Gnahorè, l’unico che ha capacità di inserimento è Chochev, quasi impossibile vederli giocare assieme perché l’unica certezza di Tedino è la difesa a tre che toglie un uomo a centrocampo.

Nulla da dire sull’impegno, tutti con la maglia sudata a fine partita. Il limite potrebbe essere che questa squadra corre molto e male e alla lunga – leggasi a primavera – potrebbe trovarsi anche senza le adeguate riserve di energie nella fase più importante del campionato.

Non siamo mai stati tra coloro che hanno dato credito alle farneticazioni di Zamparini, a leggere oggi le dichiarazioni di fine gennaio ci sarebbe da ridere per non piangere. “Abbiamo fatto un mercato da 10 e lode”: uno straordinario pezzo di umorismo involontario.

Ora l’unica cosa che serve è una reazione d’orgoglio, una prova di carattere. Perché se 2 sconfitte di fila hanno aperto crepe, la terza provocherebbe una voragine.