Esa, i lavoratori aspettano il nuovo presidente. L’Ugl: “Dotazione finanziaria assolutamente insufficiente”

L’attesa per la nomina del nuovo presidente dell’Ente Sviluppo Agricolo non fa dormire sonni tranquilli ai lavoratori, che in virtù dello spoil system avevano pensato allo scioglimento dell’intero cda, con nomina temporanea di un commissario. E invece hanno appreso da una nota dell’Assessorato regionale all’Agricoltura che la rimozione riguardava soltanto il vertice del consiglio d’amministrazione. “Una decina di giorni fa – dice Gaetano Cassibba, dirigente sindacale dell’Ugl – è arrivata una nota dall’assessorato Agricoltura e Foreste con la quale è stato rimosso il presidente del cda. Gli altri componenti dovrebbero invece restare al loro posto. Siamo in attesa della nomina di un nuovo presidente“.

Una nomina che i 247 dipendenti dell’Ente Sviluppo Agricolo attendono per potere avanzare le proprie istanze. Tra le prime, una maggiore dotazione finanziaria per l’ente: “Dal 2012, dall’insediamento di Crocetta – dice Cassibba – l’Esa non ha ricevuto l’attenzione dovuta. La cifra prevista dalla Finanziaria è assolutamente insufficiente. Si devono pagare gli stipendi, i compiti di istituto e il personale esterno, che ha un costo da non sottovalutare”. La dotazione finanziaria per l’Eas è di 14,4 milioni all’anno. Inoltre, per il 2018, ad oggi, risultano essere disponibili soltanto 10,4 milioni. Una situazione sulla quale Cassiba esprime le proprie perplessità: “Non si capisce come si possa verificare questa discontinuità, visto che i bilanci devono essere triennali”.

Altra questione all’ordine del giorno sono gli stipendi, direttamente connessa ai bilanci: “I rapporti tra noi e l’assessorato all’Economia dipendono dall’approvazione dei consuntivi, fermi, ad oggi, al 2011 – afferma Cassibba – Lavoriamo in regime provvisorio, in dodicesimi e quando viene approvata la Finanziaria, se non si è in regola con l’approvazione dei bilanci consuntivi, viene bloccato il finanziamento. Serve un’attenta pianificazione dell’approvazione dei bilanci”, conclude il sindacalista.

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